Troppe morti, pochi interventi. La A/20 deve diventare una priorità

0
41

Il calciatore di ritorno dalla partita, la famiglia proveniente dal Veneto per trascorrere le vacanze dai parenti in Sicilia, il giovane aspirante modello che tornava da una visita in ospedale ad un amico, la famiglia diretta a Palermo dopo il week end a Patti, gli operai che tornavano a casa dopo un giorno di lavoro, il camionista diretto in Puglia dopo le consegne effettuate a Trapani, il carabiniere che accompagna il figlio da dentista, fino all’esperto informatico che per conto della sua azienda del gas era andato ad eseguire un lavoro.
Non sono le stragi del sabato sera, non sono ragazzi che hanno alzato il gomito o assunto sostanze che ne hanno limitato le capacità. Sono padri di famiglia, lavoratori, sportivi, operai, nuclei familiari, gente comune che spesso no sa di essere su un tratto autostradale da terzo mondo. Una rete, in cui il pedaggio è salatissimo, in cui alcune gallerie sono a rischio di crollo e le altre al buio perché rubano il rame, in cui l’asfalto non è norma, in cui è stato smantellato il telecontrollo, in cui gli scambi di carreggiata sono all’ordine del giorno, in cui fronde di alberi arrivano sulla carreggiata o sull’asfalto cresce l’erba. Oppure in cui non è difficile che cani, cavalli o altri animali riescano a superare le recinzioni mentre buche ed avvallamenti sono rattoppati. E’ la A/20, l’autostrada in cui si continua a morire con drammatica cadenza, in cui un avvallamento si risolve con una restrizione di carreggiata.
Proprio nei giorni scorsi il Consorzio ha annunciato i lavori di pavimentazione nei punti di maggiore criticità in entrambe le direzioni di marcia della autostrada Messina-Catania e della tratta Buonfornello -Barcellona. L’intervento costerà 400 mila, il che significa soldi per rattoppi o poco più.
Troppo poco per consentire al calciatore, al padre di famiglia, all’operaio, alla casalinga, all’imprenditore di poter pensare, da domani, che la sua sicurezza è garantita su quel tratto autostradale.

Morosito