Terna: “Sistema elettrico a rischio”

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Il Tribunale del Riesame di Messina ha confermato il sequestro del sostegno n.40 dell’elettrodotto Sorgente – Rizziconi, localizzato sul crinale del monte Raunuso di Saponara. Per Terna questa situazione rappresenta un “grave danno”, perché “mette a rischio il sistema elettrico con possibilità di black out e lo sviluppo infrastrutturale ed economico del Paese”. Non dimenticando le ingenti risorse spese, 700 milioni di euro, che restano bloccate. Per questo Terna è già al lavoro per trovare la soluzione più efficace a completarla e metterla in esercizio nel minor tempo possibile. Terna riferisce di aver agito “nel pieno rispetto della legge” e respinge ogni accusa di avere lavorato senza le necessarie autorizzazioni. 5 anni di iter autorizzativo, oltre 100 incontri e sopralluoghi e i pareri positivi di oltre 80 enti interessati non sono stati sufficienti per assicurare la realizzazione di un elettrodotto tra i più importanti a livello nazionale. Il ritardo nell’entrata in esercizio del mega impianto è costato ogni anno oltre 600 milioni di euro di mancato risparmio, per un totale, a tutto il 2014, di oltre 4 miliardi di euro. Senza la messa in esercizio di questa infrastruttura fondamentale, tutto il sistema è a rischio blackout. L’ordinanza del tribunale di Messina, di fatto, impedisce a Terna di completare l’elettrodotto nei tempi imposti dall’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas. Nel frattempo, da un punto di vista ambientale, il territorio perde anche l’opportunità di beneficiare del piano di dismissioni connesse alla realizzazione dell’elettrodotto: fino alla sua messa in esercizio, non sarà possibile completare un piano che prevedeva l’azzeramento di 87 km di vecchie linee, poste in vicinanza di 1151 edifici, 636 dei quali nell’area a elevato rischio di crisi ambientale della Valle del Mela.