Pietro Mollica si difende davanti al Gip

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Morosito

Pietro Mollica parla e si difende. Recluso nel carcere romano di Regina Coeli, l’imprenditore di Gioiosa Marea, arrestato martedì dalla Guardia di Finanza per bancarotta fraudolenta, ha riposto per due ore alle domande del Gip ricostruendo le operazioni economiche sotto i riflettori della Procura di Roma. Mollica ha difeso il suo operato e il suo legale, l’avvocato Alberto Gullino, si è riservato di depositare una eventuale memoria difensiva con i documenti a sostegno della regolarità delle operazioni. Probabile anche la richiesta di scarcerazione al Tribunale del Riesame. L’operazione, denominata “Variante inattesa”, è stata eseguita dagli uomini del Nucleo di polizia tributaria coordinati dal procuratore aggiunto Nello Rossi e dal sostituto Paola Filippi. I reati accertati sono di bancarotta fraudolenta per distrazione aggravata, estorsione ed interposizione fittizia. Secondo le fiamme gialle, Mollica avrebbe intestato a prestanome alcune attività, poi sequestrate. Gli investigatori, in particolare, hanno indagato sulla gestione del Consorzio Aedars che, nel periodo tra il 2003 e il 2013, si è aggiudicato una serie di appalti pubblici tra cui le commesse, ancora in fase di esecuzione, indette dall’Ufficio del commissario straordinario delegato per il rischio idrogeologico nella Regione Calabria, dall’Adr Aeroporti di Roma, all’Anas Spa-Sicilia e dalla Regione Sardegna e da altre amministrazioni locali per un totale di 118 milioni di euro. Mollica avrebbe controllato anche la Fracla Spa e l’Operae Srl, società nelle quali non avrebbe potuto comparire formalmente a causa dei suoi trascorsi giudiziari, e che erano stato oggetto di provvedimenti antimafia emessi dalla Prefettura di Roma e poi annullate dal Tar del Lazio e dal Consiglio di Stato. Nel corso delle indagini sono emerse responsabilità di Mollica anche per estorsione e bancarotta legati al fallimento della società Trivella Srl dichiarata fallita nel 2012.