Rifiuti tossici in mare, chiesta condanna per spedizioniere di Barcellona

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C’è anche uno spedizioniere di Barcellona Pozzo di Gotto tra le tre persone sotto processo a Livorno per il disastro ambientale dell’Eurgocargo Venezia  che la notte del 17 dicembre 2011 ha innescato la perdita in mare, al largo di Gorgona, di 198 fusti tossici (71 dei quali mai recuperati).  Si tratta di Mario Saccà, 55 anni, amministratore di una impresa di autotrasporti che insieme ad altre due persone deve rispondere di disastro nocivo per gli organismi acquatici nella violazione delle procedure di sicurezza e di trasporto dei materiali. Ieri, il pm ha parlato per quasi quattro ore davanti al giudice Antonio Del Forno formulando le richieste di condanna.  Al termine della requisitoria in camera di consiglio (gli imputati hanno chiesto e ottenuto di essere giudicati con rito abbreviato) quando il pm ha chiesto le singole condanne. Due anni e otto mesi per Salvatore Morello, 48 anni, responsabile del magazzino della Isab srl, la società produttrice del rifiuto, e per Mario Saccà, 55, di Barcellona, quale spedizioniere della merce-rifiuto e legale rappresentante ed amministratore unico della società di Autotrasporti Fratelli Saccà. Mentre per il comandante della nave della compagnia Grimaldi, Pietro Colotto, 64 anni,   è stata chiesta una condanna a due anni due mesi e venti giorni.
La prossima udienza è stata fissata per il prossimo 17 marzo. In programma c’è la discussione degli avvocati degli altri due imputati, le repliche e forse anche la sentenza.