Barcellona, internato dell’Opg si impicca in bagno

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Un internato dell’ospedale psichiatrico giudiziario di Barcellona Pozzo di Gotto si è tolto la vita impiccandosi nel bagno. Lo rende noto Donato Capece, segretario generale del Sappe, sindacato autonomo polizia penitenziaria. “Nonostante l’immediato intervento del personale di Polizia Penitenziaria, contestualmente a quello sanitario, non è stato possibile salvarlo – spiega Capece – e all’arrivo del 118, pochi minuti dopo, i medici altro non hanno potuto fare che constatarne il decesso. Si tratta di internato italiano, della provincia di Catania, che con molta probabilità sarebbe stato inserito in una delle case di cura battezzate come Rems”.
Sul tema della chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari, il Sappe rileva come sia “assurdo che si sia perso così tanto tempo e vi siano ancora tante incertezze sul dove e come saranno successivamente custoditi i malati di mente che sono oggi detenuti nelle varie strutture. E l’amministrazione penitenziaria è colpevolmente silente su questo tema e si guarda bene dall’informare i Sindacati anche sul futuro lavorativo dei poliziotti impegnati negli ospedali psichiatrici giudiziari. Lo avevamo previsto: troppo semplice dire chiudiamo gli ospedali psichiatrici giudiziari. E poi? Quel che serve sono strutture di reclusione con una progettualità tale da garantire l’assistenza ai malati e la sicurezza degli operatori”.

“Gli ospedali psichiatrici giudiziari hanno risentito nel tempo dei molti tagli ai loro bilanci – denuncia ancora il Sappe – Ma colpevole è anche una diffusa e radicata indifferenza della politica verso questa grave specificità penitenziaria, confermata dall’incapacità di superare davvero gli Opg. Se i politici, a tutti i livelli, invece delle solite passerelle a cui si accompagnavano puntualmente anatemi e demagogie quanto estemporanee soluzioni, si fossero fatti carico del loro ruolo istituzionale, avrebbero per tempo messo le strutture psichiatriche nelle condizioni di poter svolgere al meglio il loro lavoro, poichè le condizioni in cui versano gli Opg sono il frutto di una voluta indifferenza della società civile, dei politici, ma soprattutto dei vertici dell’Amministrazione penitenziaria”.