Omicidio Biviano, la procura vicina al secondo uomo

0
112

Potrebbero essere due gli assassini di Eufemia Biviano, la 62enne di Lipari, sgozzata la sera della vigilia di Natale del 2011, nella sua casa isolana di Quattropani,per un tentativo di rapina finito male. Il colpo di scena nelle indagini è giunto a poche ora dalla sentenza del processo d’appello per colui che, fino ad ora, era considerato l’unico responsabile di quell’omicidio, il 38enne Roberto Cannistrà, già condannato in primo grado a 30 anni di carcere.  La Procura della Repubblica di Barcellona da tempo, infatti, è sulle tracce di un secondo uomo, su cui già all’epoca dei fatti, gli inquirenti nutrivano grossi sospetti. Una lunga attività investigativa che non si è fermata, dunque, ai rilievi utili ad incastrare Cannistrà, a carico del quale la procura ha confermato le accuse anche nella requisitoria d’appello, ma che è proseguita in cerca di dettagli che potessero avvalorare quei sospetti che avevano portato, già nella sentenza di condanna dell’operaio del Gennaio 2014, a prefigurare l’ipotesi della presenza di un complice. L’uomo, sul cui nome vige il più stretto riserbo e che sarebbe già destinatario, a piede libero, di un avviso di garanzia, è accusato al pari di Cannistrà di omicidio aggravato. La sera del delitto, secondo la ricostruzione dell’accusa, l’operaio, che conosceva bene la vittima poiché abitava a pochi metri di distanza, insieme al complice, entrarono in casa di Eufemia Biviano per rubare ma furono sorpresi dal rientro della donna. A quel punto, scattò l’aggressione con diversi colpi di coltello alla gola. Il corpo di Eufemia Biviano fu quindi ritrovato in garage mentre Cannistrà, che tentò di piazzare i gioielli rubati in un compro oro di Messina, fu tradito da alcune macchie di sangue, per le ferite riportate nella colluttazione, repertate sulla scena dai Carabinieri. I nuovi sviluppi investigativi, con riscontri decisivi per inchiodare anche il complice, potrebbero dunque portare allo slittamento della sentenza d’appello nel processo Cannistrà, la cui udienza è fissata per domani a Messina. Nel procedimento, l’operaio trentottenne è difeso dagli avvocati Luca Frontino e Gaetano Orto.

Morosito