Morte Provvy, 12 indagati

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Si sono chiuse con avvisi di garanzia nei confronti di 12 persone le indagini scaturite dal ritrovamento del corpo di Provvidenza Grassi, la giovane scomparsa nel luglio 2013 e ritrovata in una scarpata sotto il viadotto Bordonaro della tangenziale a Messina. Il sostituto procuratore Diego Capece Minutolo ha inviato il relativo avviso a ex direttori, commissari e dirigenti del CAS.  Raddoppia dunque il numero degli indagati rispetto all’apertura del fascicolo ma per due persone la posizione è stata archiviata: si tratta di Carmelo Cigno, responsabile di zona del CAS ed Antonino Spitalieri responsabile delle manutenzioni.. Entrano così nell’inchiesta altri otto indagati. Si tratta degli ex presidenti del CAS Antonino Minardo e Patrizia Valenti, degli ex commissari straordinari Benedetto Dragotta, Matteo Zapparrata e Calogero Beringheli, degli ex direttori generali Felice Siracusa, Mario Pizzino e Maurizio Trainiti. Vanno ad aggiungersi  ai già indagati  ex commissari del Consorzio  Nino Gazzara ed Anna Rosa Corsello ed ai direttori tecnici Gaspare Sceusa e Letterio Frisone quest’ultimo tuttora ai domiciliari dopo essere stato arrestato nell’operazione Tekno per gli appalti truccati al CAS. Le ipotesi di reato contestate dalla Procura sono omicidio colposo e per alcuni di loro rifiuto d’atti d’ufficio.
Provvidenza Grassi la sera del 9 luglio 2013 stava tornando a casa a S.Lucia sopra Contesse dopo essere stata dal fidanzato a Rometta. Secondo la ricostruzione della sottosezione Boccetta della polizia Stradale giunta quasi all’uscita della galleria Bordonaro la ragazza perse il controllo dell’auto che si ribaltò e schizzò verso il guard rail ma sfortunatamente passò attraverso un varco e finì nella scarpata.  Lì restò per sei mesi fino alla sera del 29 gennaio 2014  quando un operaio notò la carcassa dell’auto e poi il cadavere adagiati dietro una casa cantoniera.