Mazzarrà, l’indagine sulla discarica è ad una svolta

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Sequestri e ipotesi di peculato per il sindaco di Mazzarrà Sant’Andrea, Salvatore Bucolo, l’ex presidente di Tirrenoambiente, Antonello Crisafulli e l’ex amministratore delegato, Giuseppe Antonioli. Sono questi gli ultimi sviluppi dell’inchiesta del sostituto procuratore della repubblica di Barcellona, Francesco Massara. Com’è noto la guardia di finanza mercoledì scorso si è recata all’abitazione di Bucolo, ponendo sotto sequestro denaro, gioielli e altri oggetti e poi al comune. Altre perquisizioni pare siano state fatte a Crisafulli ed Antonioli. Oggetto dell’inchiesta è stabilire i rapporto tra la Tirrenoambiente, azienda che gestisce la discarica di Mazzarrà Sant’Andrea ed il comune dei vivai, che è azionista di maggioranza. Le fiamme gialle pare abbiano setacciato in lungo ed in largo l’abitazione del sindaco, rimanendo a lungo nel palazzo comunale, per verificare possibili riscontri negli atti amministrativi. Sono questi gli ultimi passaggi di un escalation di avvenimenti che nel giro di una settimana hanno messo nel mirino il centro dei vivai e la discarica di contrada Zuppà; dal clamoroso provvedimento prospettato dai tecnici comunali, riguardanti gli impianti presenti all’interno della discarica agli sviluppi dell’ultima conferenza dei servizi alla Regione. E visto quanto sta accadendo, non sono esclusi altri colpi di scena. Nel frattempo Bucolo, Crisafulli ed Antonioli hanno nominato i loro difensori: sono gli avvocati, Giuseppe Lo Presti, Tommaso Calderone e Giuseppe Tortora.