La coppia di Castell’Umberto aveva già tentato di comprare un figlio a Messina

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Arresti convalidati e, per quanto riguarda i 4 indagati fermati a Messina (ovvero due romeni, Franco Galati rando e Vito Calianno) il reato derubricato da riduzione in schiavitù a compravendita di schiavi. Per gli altri quattro indagati, interrogati ieri al tribunale di Patti, invece, l’esito della convalida si conoscerà oggi anche se già in fase di interrogatorio in molti hanno reso la loro versione dei fatti.
Dapprima i cugini Galati Rando, che hanno raccontato agli investigatori di avere solo fatto da intermediari per un contatto tra famiglie che comprendesse il trasferimento del nucleo familiare romeno a Castell’Umberto. Ieri invece è stata la volta della coppia residente in Svizzera spiegare la propria versione. La signora Lorella, residente a Lugano, ha spiegato la sua vicenda personale (una figlia con gravi problemi e la voglia di avere un altro figlio) ed ha spiegato di essere stata raggirata in passato da una organizzazione che le avrebbe spillato 150.000 euro.
Uno di questi passaggi emerge anche dal decreto di fermo, in cui si parla chiaramente di un tentativo avvenuto l’autunno scorso quando tre messinesi si dicono disposti a procurare un bambino di Tremestieri che la madre è disposta a vendere.
La definizione del progetto si concretizza a novembre, con l’arrivo a Castell’Umberto, presso l’abitazione della coppia, del minore per il quale sarebbero stati versati 30.000 euro suddivisi tra la madre del bambino ed u tre messinesi che avevano fatto da tramite.
Il 26 novembre, però, la madre fa rientro a Messina portarsi dietro il figlio.
A questo punto la coppia di Castell’Umberto (benestante soprattutto perché negli ultimi tempi ha venduto importanti appezzamenti di terreno in Ticino) si rivolgono ai Galati Rando, entrambi di Tortorici e noti alle forze dell’ordine, che assicurano di essere in grado di trovare un’altra soluzione.
Si avviano altri contatti per avviare ricerche su Milano e Palermo e, nonostante le ulteriori somme garantite dall’imprenditore e dalla moglie, le ricerche non sortiscono effetto sino a gennaio di quest’anno, quando Franco Galati Rando, che conosce l’uomo poiché viene spesso in vacanza a Capo d’Orlando, contatta Vito Calianno, pugliese residente in Romania.
Galati Rando si reca a Cefalù e a Trapani per un ultimo tentativo di trovare in Sicilia una donna disponibile a cedere un figlio, e poi, il 24 gennaio vola a Timisoara con un aereo preso a Bologna. Ad attenderlo c’è un non meglio precisato Cornelio che lo accompagna all’Hotel Adriatico, dove si incontra con Calianno che informa il cugino in Italia della trattiva.
“Ciao Aldo, sono amico di tuo cugino- esordisce Vito Calianno- ti sto chiamando dalla Romania. Senti, c’era un piccolo problema però adesso l’ho fatto venire qua e l’abbiamo sistemato. Fra due giorni lui sarà giù….tutto a posto. Però, voglio dire, tutto tranquillo, hai capito? Ti spiega lui quando quando sta giù, lì”.
I contatti con la Romania sono febbrili, e spesso coinvolgono altre persone non ancora identificate. E proprio queste chiamate pianificano esattamente gli incontri senza perdere ulteriore tempo. “Fatti il biglietto, dai –  rassicura in non ancora identificato Cornelio a Franco Galati Rando- quello mi ha detto che è sicuro, puoi venire. Stavolta si fa al 100%”.

Morosito