Antimafia, fotografia del territorio messinese

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Morosito

Tanta carne al fuoco nella relazione della Direzione Distrettuale Antimafia riguardante l’anno 2014 che è stata resa nota ieri e siglata dal Sostituto procuratore della Direzione Nazionale Antimafia, Roberto Pennisi. C’è tutto quello che indagini e processi hanno evidenziato in merito alle associazioni mafiose tra Messina e la sua provincia. Un quadro che ha fatto registrare nei pentimenti eccellenti le buone nuove più rilevanti per la magistratura. Innanzitutto la collaborazione di Carmelo D’Amico. Secondo la Direzione Nazionale Antimafia, che ha analizzato le relazioni del procuratore Capo di Messina Guido Lo Forte e dei sostituti, il territorio provinciale è diviso in due aree. La prima è la “fascia tirrenica”, dove le organizzazioni intrattengono collegamenti con Cosa Nostra palermitana, catanese e nissena; la seconda riguarda la fascia jonica con collegamenti con cosa nostra catanese e la ndrangheta calabrese. Roberto Pennisi cita nella prima parte della sua relazione le indagini “Gotha 1 e 2”, “Pozzo 2” e “Gotha 3” che avrebbero permesso di accertare definitivamente la fitta rete di contatti che la mafia barcellonese aveva da tempo allacciato con le più importanti famiglie mafiose della Sicilia. Viene inoltre sottolineato che il Tribunale del riesame di Messina abbia rigettato i ricorsi presentati da indagati e altri interessati a vario titolo, accogliendo l’impianto accusatorio. Viene successivamente citata l’inchiesta “Gotha 4” che avrebbe permesso di evidenziare il tentativo dell’organizzazione di ripristinare un efficace assetto organizzativo per il controllo del territorio. L’indagine avrebbe permesso di tagliare le nuove leve emergenti, impedendo la rigenerazione. La relazione evidenzia inoltre l’importanza della collazione di Salvatore Campisi che avrebbe tracciato un quadro preciso degli ultimi assetti del territorio con riferimento a Barcellona Pozzo di Gotto, Mazzarrà Sant’Andrea e Terme Vigliatore. Un quadro più aggiornato rispetto alle precedenti collaborazioni di Bisognano, Gullo e Castro.