Cambio sesso sulla carta d’identità. Ok dal Tribunale

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Accade per la prima volta a Messina che un tribunale conceda il cambio legale in nome del “solo diritto ad una diversa identità di genere”. In pratica i giudici messinesi hanno consentito ad una ragazza di 21 anni di cambiare legalmente sesso senza intervento chirurgico, attraverso la modifica del nome e della dicitura “studente” sulla sua carta di identità. Un cambiamento importante da un punto di vista legale, già attuato in molti paesi europei. Esistono più di 50 mila casi in tutta Italia, tantissime storie di ragazzi e ragazze che soffrono di disforia di genere, cioè che non si riconoscono nel loro sesso di nascita. Questo caso però, emerso da un’inchiesta sul terzo genere pubblicata dal Corriere della Sera, è il primo che ha ottenuto il cambio legale in nome del solo “diritto a una diversa identità di genere” sconnessa dal sesso biologico. Finora, infatti,  solo tre Tribunali, quello di Roma, di Rovereto e di Siena, avevano garantito il cambio di sesso senza operazione, ma solo per motivi di salute. Basti pensare che la stessa richiesta era stata rifiutata ad esempio dal tribunale di Vercelli ad una ricercatrice di 47 anni. E’ una sentenza che farà storia quella del tribunale di Messina che riconosce il diritto ad avere una diversa identità  senza prestare attenzione esclusivamente alla componente biologica. Per il giudice siciliano infatti: “il fenomeno della transessualità nella società contemporanea è profondamente mutato» e «con l’ ausilio delle terapie ormonali e della chirurgia estetica, la fissazione della propria identità di genere spesso prescinde temporaneamente o definitivamente dalla modificazione chirurgica dei caratteri sessuali primari”.