Brolo, la minoranza non voterà il dissesto

0
94

Il gruppo di minoranza di Brolo voterà contro la dichiarazione di dissesto economico in discussione lunedì sera in consiglio comunale. Si tratta, scrivono i consiglieri del gruppo “Per Brolo” dell’unico “strumento in mano all’amministrazione e alla maggioranza per liberarsi di molti avversari politici, ma sulla pelle del Paese e mettendo le mani nelle tasche dei Cittadini di Brolo”. Nel documento, il gruppo di minoranza elenca una serie di presunte inadempienze dell’amministrazione che avrebbe avuto come unica strategia politica quella delle tasse e del dissesto. “I consiglieri di maggioranza – scrive il gruppo “Per Brolo” – porteranno la responsabilità di condannare a morte: i creditori che non riceveranno le somme, i commercianti continueranno a chiudere le loro attività, i dipendenti comunali rischieranno di perdere il lavoro, i cittadini pagheranno le tasse e le famiglie vedranno ridursi i servizi”.
Ecco la nota integrale della minoranza

E dopo nove mesi partoriscono…… il dissesto. Ma noi non ci saremo.

 

La data di nascita è fissata: lunedì 23 febbraio alle ore 20.00. Un concepimento difficile, ma di certo fortemente voluto. Per il quale sono stati necessari Responsabili, Esperti, Ispettori e Revisori. Ma soprattutto scelte politiche reiterate, funzionali e mirate. Che sanciscono il collasso definitivo del paese.

Lo abbiamo denunciato inascoltati per mesi: tasse e dissesto sono state la sola strategia politica seguita dal Sindaco e dalla sua Giunta.

Questa Amministrazione:

  • non si è curata di approvare i bilanci previsionale e consuntivo relativi agli anni 2013 e 2014;
  • non ha attinto ai fondi del decreto 35/2013 e del decreto 66/2014 che avrebbero consentito il pagamento dei creditori del Comune (la maggior parte brolesi), nonostante fosse in possesso delle ricognizioni debitorie effettuate dai singoli uffici;
  • ha richiesto, la nomina degli ispettori Regionali per verificare se sussistessero le condizioni per la dichiarazione di dissesto;
  • ha omesso di adottare i correttivi richiesti dalla Corte dei Conti relativamente al consuntivo 2012;
  • ha aumentato l’anticipazione di tesoreria che ha comportato il pagamento di tassi di interesse particolarmente elevati;
  • ha sperperato centinaia di migliaia di euro in spettacoli estivi, zumba e selfie, ma non ha trovato un euro per Natale e carnevale;
  • ha aumentato a dismisura le tasse comunali (TARI e TASI), senza mantenere l’impegno di ridurre il canone idrico;
  • ha imposto un revisore coi soli voti della maggioranza ed ha scelto (a nostro avviso arbitrariamente) un responsabile del servizio finanziario, che condividessero la strada del dissesto;
  • è riuscita persino a farsi bloccare i conti dal tesoriere.

Una precisa, ininterrotta ed irreversibile linea politica. Non hanno voluto  perseguire alcuna via alternativa prima e intendono evitare, oggi, ogni confronto ed ogni verifica sull’ammontare dei debiti.

Sfuggono al confronto con i cittadini e le parti sociali, si sottraggono ad un dibattito serio e approfondito e consegnano i documenti alla minoranza appena tre giorni prima (di cui due festivi) del consiglio.

La frenesia di dichiarare il dissesto subito non si arresta neppure di fronte all’imminente approvazione col decreto milleproroghe della possibilità per i comuni in fase di pre-dissesto di ricorrere a misure alternative.

Nessun ostacolo pare poter arrestare questa folle corsa verso il baratro.

Anche se, come abbiamo denunciato più volte, molti dei debiti individuati dalla maggioranza risultano duplicati ed altri verosimilmente gonfiati.

Così come risulta omesso ogni riferimento ai crediti dell’Ente.

Una ricostruzione nel suo complesso inattendibile, come abbiamo segnalato agli stessi Ispettori regionali, e che trae origine dai documenti che la maggioranza ha inteso mettere a disposizione dell’attività ispettiva.

Non intendiamo ovviamente negare la peculiare situazione debitoria del nostro Comune. Né intendiamo minimizzare la responsabilità sul punto di chi ha gestito l’Ente  o di chi (oggi maggioranza) aveva il dovere di vigilare sui conti e non lo ha fatto.

Contestiamo però – con forza e convinzione – che la dichiarazione di dissesto sia l’unico possibile rimedio.

Forse, per un’amministrazione così inconcludente, è solo l’unico strumento per liberarsi di molti avversari politici.

Ma sulla pelle del Paese e mettendo le mani nelle tasche dei Cittadini di Brolo.

Un dissesto che ha una sola madre: il Sindaco. Ma certamente molti “padri e padrini” politici.

Tuttavia, coloro che in ultima istanza porteranno la responsabilità di condannare a morte il Paese saranno i consiglieri di maggioranza.

I creditori che non riceveranno le somme, i commercianti che continueranno a chiudere le loro attività, i dipendenti comunali che rischieranno di perdere il lavoro, i cittadini che pagheranno le tasse e le famiglie che vedranno ridursi i servizi si ricorderanno certamente la data del 23 febbraio 2015.

E forse anche di Giuseppe Miraglia, Anna Ricciardi, Marisa Bonina, Vincenzo Princiotta, Valeria Campo, Amedeo Arasi, Marisa Briguglio, Antonella Raffaele, Marica Ricciardo e Salvatore Gentile.

… Ma noi non ci saremo.