Contributi illegittimi, la Corte dei Conti condanna agricoltore di Tortorici

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Morosito

Aveva percepito indebitamente contributi economici dall’Agea, Agenzia per le erogazioni in agricoltura, per le campagne 2011-2012. Oggi la corte dei Conti di Palermo ha condannato Lucio Attilio Crascì, 55enne originario di Tortorici e residente a Rocca di Caprileone e la società Biancospino di cui è rappresentante legale pro-tempore al pagamento in solido di 22.511,64 euro in favore dell’Agea e al pagamento delle spese processuali. L’istruttoria era stata avviata dalla procura contabile siciliana a seguito della relazione della guardia di finanza di Capo d’Orlando su un’indagine condotta sulle domande di richiesta contributi presentati da Crascì, rappresentante legale della Biancospino, esercente l’attività di coltivazioni agricole annesse all’allevamento di animali. Le indagini delle fiamme gialle hanno messo in evidenza che, per beneficiare dei contributi comunitari, per il 2011, Crascì aveva dichiarato l’affitto di 267 particelle di terreno agricolo, per un totale di 130 ettari e 37 are in alcuni comuni di Campania e Lazio e ha dichiarato inoltre che la società aveva preso in comodato altre 285 particelle in alcuni comuni siciliani per un totale di 182 ettari e 33 are. Alla richiesta dei documenti, Crascì non ha saputo fornire ai finanzieri alcun elemento a sostegno di quanto dichiarato nelle domande di finanziamento, dichiarando invece: “non detengo, in quanto mai stipulato, alcun contratto di affitto registrato né altra documentazione”. Inoltre, i titolari dei terreni oggetto di verifica non avevano intrattenuto rapporti né con Crascì, né tantomeno con la società Biancospino. I giudici contabili di Palermo, Luciana Savagnone, presidente; Giuseppe Colavecchio, consigliere e Igina Maio, primo referendario-relatore hanno ora condannato Crascì e la società a restituire i soldi percepiti indebitamente, oltre rivalutazione monetaria da calcolarsi secondo gli indici Istat, dai singoli indebiti esborsi fino al giorno del deposito della presente sentenza, e interessi legali maturandi e al pagamento delle spese processuali per un ammontare di 340 euro.