Strisce blu, Sindoni risponde alla minoranza ed attacca il consigliere Trusso

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“Attendo fatti e nomi, o pubbliche scuse”.  E’ dura la risposta messa nero su bianco dal sindaco Enzo Sindoni all’interrogazione presentata due giorni fa dai consiglieri di minoranza Giuseppe Trusso, Alessio Micale, Gaetano Sanfilippo e Gaetano Gemmellaro relativa alle nuove modalità di gestione delle strisce blu. Una interrogazione nella quale si chiedevano lumi sui motivi del ritorno della gestione ai privati del servizio e che faceva seguito ad accuse circolate sui social network di qualcuno degli stessi consiglieri circa assunzioni pilotate del personale che la ditta dovrà reclutare.
“Come evidenziato dai dati contenuti nella relazione sull’attività della Polizia Locale del 2014- spiega infatti il sindaco Enzo Sindoni-  il rilevante calo tanto negli introiti del pedaggio, che nelle sanzioni per mancato pagamento, ha determinato la mia amministrazione a raggiungere tra i tanti possibili, informalmente esaminati, l’accordo con la NIVI s.r.l. Non mi soffermo  su qualità, innovazione, rilevanza dell’investimento e convenienza per il Comune che contraddistinguono la scelta, ma evidenzio che rispetto a quanto convenuto col precedente affidatario, oltre al 56,50 di quanto pagato dagli utenti per la sosta sulle strisce blu, l’Ente incasserà il 100% di eventuali sanzioni”.
Il sindaco spiega che Capo d’Orlando sarà all’avanguardia in Italia per qualità, modalità ed utilità del servizio che verrà offerto con strumenti tecnologici di assoluta avanguardia.
Ma l’attacco più duro del primo cittadino arriva sulle modalità di selezione e la scelta del personale che “è a totale discrezione dell’azienda privata, così come è libera facoltà dei precari in forza al Comune, decidere se partecipare alla selezion”. “Chiedo al consigliere Trusso- incalza poi Sindoni di dire pubblicamente chi siano le tre persone che saranno assunte dalla ditta toscana, considerato che ha pubblicamente dichiarato (facebook) di saperlo e chiedo agli altri tre consiglieri se condividono tale pensiero, ed in questo caso invito anche loro ad un atto di coraggio e di chiarezza: dicano oggi se c’è qualcosa di irregolare. Se così sarà firmerò insieme a voi la denuncia contro chicchessia, ma temo che ancora una volta non accadrà. Vi sia chiaro che se il sottoscritto, o chiunque altro, avesse voluto incidere sulle scelte di una ditta privata, avrebbe molto più semplicemente chiamato preventivamente i responsabili e “raccomandato” l’amico o il parente di turno. E’ un malcostume diffuso che (senza voler pensare al proverbio del lupo di mala coscienza) Voi dimostrate di conoscere molto bene, ma che non appartiene all’etica del sottoscritto. Attendo quindi o fatti e nomi, o pubbliche scuse, perché un’affermazione se non è vera, è falsa.”

Morosito