Depuratori, la Sicilia rischia di perdere un miliardo

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Mentre il governo nazionale annuncia la nomina di un commissario per impedire la perdita di un miliardo di finanziamenti europei, si accende la polemica. Il presidente della Regione, Rosario Crocetta, infatti, prova a scaricare sui comuni le colpe affermando che nell’accordo tra Regione e Stato stipulato tra ministero dell’Economia, dell’Ambiente e assessorato regionale all’Ambiente e Acqua e rifiuti, è scritto chiaramente che le somme sono assegnate ai comuni e che i finanziamenti relativi vengono erogati a questi ultimi sulla base della presentazione di progetti esecutivi. Alla Regione- secondo Crocetta- l’unica competenza che ha dato lo Stato su questa materia, è il trasferimento delle risorse”. Il problema è che molti comuni hanno da tempo inoltrato i progetti esecutivi ed attendono ancora notizie. Come ricorda la Cisl, in provincia sono undici gli interventi finanziati con oltre 83 milioni di euro. “I lavori devono essere avviati entro la fine dell’anno – spiega Giuseppe Famiano, segretario provinciale della Filca Cisl – altrimenti, andranno in fumo i fondi messi a disposizione dal Cipe per la regolarizzazione degli impianti. Già nei mesi scorsi abbiamo sollecitato i sindaci del messinese ad attivarsi per sbloccare tutte le opere finanziate con la delibera del Cipe. Per Messina e provincia, la somma esatta stanziata dal Cipe per 11 interventi è di 83.059.760 di euro che ancora non sono stati spesi. “Lo sblocco di queste opere – aggiunge Famiano – rappresenta un’occasione importante di rilancio del settore edile, già troppo martoriato dalla crisi economica, con gravi ripercussioni occupazionali. E non possiamo sottovalutare il lavoro nero mascherato con il part-time considerato circa il 30% dei lavoratori dichiarati è stato assunto con contratto part-time”. Nel dettaglio sono interessati dai progetti Messina, Capo d’Orlando, Furnari, Gioiosa Marea, Piraino, Milazzo, Patti, Sant’Agata di Militello, Acquedolci e Giammoro.