Ferrovie dello Stato cancellano la Sicilia dalla geografia

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Le Ferrovie dello Stato cancellano la Sicilia dalla geografia italiana. Gli spettri che da tempo aleggiavano si sono infatti materializzati con l’annuncio ufficiale del taglio dei treni a lunga percorrenza da e verso la Siclia, ed in particolare, la soppressione dei quattro treni intercity giorno ed un intercity notte. A patire dal prossimo 13 Giugno, dunque, a collegare l’isola con il resto del Paese ci saranno solo due treni notte mentre verrà dismessa una delle navi traghetto. L’altra, l’unica operativa nelle 24 ore,  dovrà assicurare le 18 corse per i convogli ferroviari rimasti, tra cui quelli merci. Tradotto in soldoni, chi dovrà spostarsi da e verso la Sicilia, farà meglio a scendere a Messina o Villa San Giovanni, traghettare a piedi, e con i bagagli in mano, e quindi riprendere il proprio viaggio su un altro treno verso la propria destinazione. La mazzata, oltre a penalizzare pesantemente i viaggiatori e significare nei fatti la rottura dell’ormai arcaico principio di continuità territoriale, rappresenterà un duro colpo anche per il comparto lavorativo. Il taglio dei treni e delle navi traghetto comporterà infatti un esubero di oltre 100 lavoratori del settore, a rischio licenziamento, tra cui una quarantina di precari trimestrali. A rischio ci sono inoltre una settantina di imbarcati precari , che prestano servizio periodici sulle navi, e, in un’ottica di indotto complessivo, la messa in discussione di quasi 700 posti di lavoro. L’azienda ferroviaria ha giustificato la scelta di tagliare le corse a lunga percorrenza con le drastiche riduzioni delle sovvenzioni statali per la continuità territoriale ed il traghettamento, mentre a stretto giro si sono già registrate le furiose prese di posizione dei sindacati di categoria e dei movimenti di pendolari. La Cisl parla di “colpo mortale” per le possibilità di sviluppo della Sicilia e si dice “preoccupata per il silenzio della politica”. L’Or.Sa annuncia la morte della continuità territoriale ed il calpestamento di diritti costituzionalmente garantiti. Ancor più pesante la denuncia del comitato pendolari siciliani: “Hanno più diritti gli immigrati che transitano nel braccio di mare tra l’Africa e la Sicilia che i Siciliani per raggiungere il continente Italia o meglio l’Europa”.