Discarica Mazzarrà, nominato il perito

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Sarà il dirigente del dipartimento nazionale di protezione civile, Nicola Dell’Acqua il perito che eseguirà l’incidente probatorio sul rischio inquinamento ed i difetti di progettazione e realizzazione alla base dell’inchiesta sulla discarica di Mazzarrà Sant’Andrea. La nomina è stata disposta dal Gip del tribunale di Barcellona, Danilo Maffa, su richiesta dei pm Francesco Massara e Giorgio Nicola. La perizia svolta dal tecnico, che riceverà ufficialmente l’incarico a Febbraio, sarà dunque un passaggio fondamentale per la verifica di quanto gl’inquirenti hanno ricostruito e che ha portato alla chiusura dell’invaso lo scorso Novembre. I rilievi del perito dovranno accertare in quali condizioni si trovi, effettivamente, l’impianto di contrada Zuppà ed in particolare dovranno fornire riscontri sulle ipotesi investigative di rischio inquinamento dei pozzi dell’acquedotto di Furnari e del torrente Mazzarrà, a seguito dell’accatastamento indiscriminato di rifiuti, oltre il limite consentito, e dei lavori edilizi di ampliamento, realizzati in violazione delle autorizzazioni. Un’indagine comunque complessa che sta facendo il suo decorso mentre l’invaso rimane chiuso e si aggrava il perenne stato di emergenza rifiuti dei comuni messinesi. Sono dieci i nomi iscritti sul registro degli indagati nel procedimento che mira alla verifica delle condizioni di sicurezza della discarica di Mazzarrà la legittimità delle autorizzazioni concesse ed il rispetto delle stesse per il funzionamento dell’impianto. Agli otto indagati già noti, si sono aggiunti due funzionari del dipartimento ambiente della provincia, Salvatore Francesco D’Arrigo ed Eugenio Faraone. Gli altri indagati, già raggiunti a Novembre da avviso di garanzia, sono vari amministratori e dirigenti di Tirreno Ambiente, ma anche funzionari provinciali e regionali. Nell’elenco figurano Antonio Crisafulli, Sebastiano Giambò e Francesco Cannone, ex presidenti di Tirreno Ambiente, gli ex amministratori delegati Pino Innocenti e Giuseppe Antonioli, il dirigente dell’assessorato regionale territorio e ambiente Vincenzo Sansone, il funzionario dell’ufficio ambiente della Provincia Armando Cappadonia e soprattutto il funzionario regionale Antonio Cannova, attualmente detenuto per le presunte tangenti intascate in cambio delle autorizzazioni nei confronti proprio delle discariche siciliane.

Morosito