Castel di Lucio, risolto il giallo del pavimento che scotta

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Nessun giallo, nessun mistero. L’improvviso surriscaldamento di un pavimento non era dovuto chissà a quale prodigio.
Una semplice dispersione di corrente elettrica che, amplificata dall’anima in ferro di un pilastro, si propagava ai muri della casa.
Così rientra ogni allarme a Castel di Lucio, paesino dei Nebrodi al confine con la provincia di Palermo, dopo da qualche giorno si facevano le ipotesi più disparate su quanto stava accadendo nella casa di Michelangelo Amato.
Un pavimento caldissimo che ha fatto segnare addirittura i 64 gradi.
Il proprietario ovviamente ha avvisato l’amministrazione comunale che a sua volta ha chiamato in causa Vigili del Fuoco e Protezione Civile.
Dopo i sopralluoghi e le voci che ipotizzavano un altro caso Canneto, però, è arrivata la soluzione: a provocare il calore era un dispersione dei cavi di alta tensione che raggiungeva un pilastro della casa.
Quando l’Enel ha provveduto ad isolare un corto circuito nelle vicinanze, la temperatura si è immediatamente abbassata riportando la serenità nella famiglia Amato.