Risparmio energico a Tortorici, assolti l’ex sindaco Foti e la sua giunta

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Assolti con formula piena. Si è chiuso così, al tribunale di Patti, il processo a carico di sindaco assessori e tecnici in servizio al comune di Tortorici nell’ottobre del 2006 quando l’amministrazione dell’epoca affidò un sistema di gestione degli impianti di illuminazione cittadini ad una impresa romana senza gara d’appalto
I collegio del tribunale di Patti, Maria Pina Lazzara, Vincenzo Mandanici ed Eleonora Vona  ha assolto il sindaco del tempo, Maurilio Foti, il vicesindaco Sebastiano Caprino, gli assessori Salvatore Calanni Fraccono, Sebastiano Calà Scarcione e Sebastiano Armeli, il tecnico comunale Giovanni Agliolo, la responsabile dell’area finanziaria del comune, Lina Coci e l’energy manager Vincenzo Spoto (deceduto) ex assessore provinciale. Gli imputati, difesi dagli avvocati Carmelo Occhiuto, Alvaro Riolo, Natalina Strangio, Santino Trovato e Giacomo Portale, finirono sotto processo per aver affidato l’impianto di illuminazione pubblica alla “Efi technology” una srl romana. La vicenda era stata anche al centro di diverse polemiche all’interno della maggioranza che avevano portato alle dimissioni dell’assessore Carmelo Ciancio. Ed infatti il procedimento partì a seguito delle denunce presentate da Carmelo Rizzo Nervo (attuale sindaco del comune collinare)
Tutto ebbe inizio addirittura nel 1994 quando l’amministrazione oricense  di quel tempo aveva deliberato di affidare all’Acea la messa in sicurezza di circa 2.600 corpi illuminanti di cui 800 ancora da installare. Si trattava del sistema “ Illumination” realizzato dalla Magnetek  Spa per gli impianti di illuminazione pubblica con lampade a scarica di gas, munito di Brevetto Europeo  e Italiano con l’installazione del sistema di controllo, la manutenzione, la fornitura e installazione di 812 plafoniere stradali e 8 quadri elettrici con un canone mensile di 10.446 Euro.
La delibera era stata ritenuta poco conveniente dall’amministrazione Foti che predispose un nuovo progetto che prevedeva l’affido dell’impianto di illuminazione pubblica all’azienda romana nella quale lavorava il figlio di uno degli imputati. Secondo la difesa, però la gara d’appalto non era necessaria perché il sistema “Mgnetec”, che regola il telecontrollo dei corpi illuminanti, è un brevetto di cui la “Efi” è esclusivista per l’Italia. Una tesi che alla fine ha retto in aula con l’assoluzione di tutti gli imputati.

Morosito