Processo Fake, rinvio al 17 marzo

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Proseguirà il 17 marzo al tribunale di Patti, con la presentazione delle questioni preliminari, il processo di primo grado per l’operazione “Fake”; questa mattina il collegio giudicante, presidente Potesio, a latere Marrazzo e Madanici, ha proceduto solo all’appello di 93 imputati, indagati a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata al falso in atto pubblico e voto di scambio, reati collegati alle elezioni amministrative del 2011,  falso, soppressione di atti pubblici e infine di truffa aggravata e falso, collegati ai corsi regionali di formazione. In aula era presente il pm, Rosanna Casabona, tutti i legali della difesa e le possibili parti civili. Alla sbarra, dicevamo, 93 persone delle 156 originariamente indagate. Il Gup, disponendo proscioglimenti totali e parziali, ha ridotto il numero degli imputati. Il processo, viste le sue ripercussioni politiche e amministrative, si preannuncia lungo e spigoloso, soprattutto per le vicende riguardanti i ricorsi per contrastare le misure cautelari emesse dal gip, Onofrio Laudadio, sia dinanzi al tribunale del riesame e poi in cassazione. E adesso c’è la resa dei conti, per vedere se le imputazioni reggeranno nel dibattimento; sarà anche il momento per gli imputati di difendersi da accuse pesantissime, contestate a vario titolo dal pm, Rosanna Casabona: associazione a delinquere finalizzata al falso in atto pubblico e voto di scambio, reati che sarebbero collegati alle elezioni amministrative del 2011. Poi episodi di falso riferiti ai trasferimenti di residenza e soppressione di atti pubblici, nel caso specifico i verbali dei vigili urbani. In appendice, ma non meno gravi, le accuse di truffa aggravata e falso, collegati ai corsi regionali di formazione. Quando scattò l’operazione, portata a termine dalla polizia di Patti, furono emesse dodici misure cautelari, sette agli arresti domiciliari, cinque con obblighi e divieti di dimora e 156 avvisi di garanzia.

di Massimo Natoli

Morosito