Orlandina calcio fuori dal Micale

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Senza una dirigenza, senza una sede, senza giocatori e tra poco senza un campo dove giocare. L’Orlandina calcio sta per essere sfrattata dal Ciccino Micale e dal Francesco Paolo Merendino. Il provvedimento è stato notificato dal Comune di Capo d’Orlando, presso l’impianto di gioco di contrada Pissi, poiché l’Orlandina è senza una sede certa, in quanto già sfrattata per morosità dagli uffici di piazza Duca degli Abruzzi.

Solo carbone quindi nella calza della Befana per l’Orlandina calcio, ma non poteva essere altrimenti. Da diverso tempo ormai lo stadio Micale (inaugurato nel giugno del 2010), uno dei migliori della Regione, dotato di un manto sintetico di ultima generazione, ed il Merendino versano in completo stato di abbandono. L’Orlandina che li gestisce, oltre a non effettuare alcuna manutenzione ordinaria, non ha versato al Comune i canoni d’affitto regolarmente pagati dalle società consorelle per aver svolto attività sportiva. La diffida del Comune, proprietario dei due impianti è arrivata in base all’art. 9 poiché la società non ha rispettato i doveri contrattuali. All’Orlandina è stato dato tempo fino a lunedì 12 gennaio per ripristinare tutto pena la revoca della concessione.

Ma chi dovrà provvedere? Questo è il vero problema per l’ufficio manutenzioni degli impianti sportivi del Comune di Capo d’Orlando. Attualmente infatti della società si sa ben poco. Dopo l’uscita di scena del patron Massimo Romagnoli agli arresti in Montenegro con l’accusa di traffico d’armi a favore delle forze armate rivoluzionarie colombiane, il legale rappresentante dovrebbe essere Francesco Schiariti a cui è stata attribuita la carica di presidente. Ma visto come vanno le cose della prima squadra, ormai costituita solamente da un manipolo di ragazzini, che ogni domenica l’avversario di turno provvede ad umiliare, c’è poco da stare allegri.