Piraino,cinema e polemiche

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Morosito

Sarà pure un “Natale Stupefacente” per Piraino, come il film annunciato in programmazione al cinema di Gliaca, ma intanto è un Natale di infuocate polemiche. Sulla riapertura del cineteatro dopo due anni si consuma uno scontro non solo politico. Il gruppo consiliare di minoranza “Nuova Piraino” chiede all’amministrazione di “presentare le scuse alla cittadinanza per aver fatto attendere venti mesi per la riapertura della struttura. Venti mesi per trovare una soluzione – scrive l’opposizione – ma solo per compiere “all’ultimo momento” un affidamento diretto per sei mesi gravemente lacunoso. Nulla si dice – prosegue ancora il comunicato di Nuova Piraino – su chi debba pagare le spese di energia elettrica di riscaldamento e le altre spese di gestione”. L’ex Sindaco Giancarlo Campisi, tirato in ballo nell’interviste di ieri, rincara la dose e cita l’ex allenatore di calcio Boskov: “Se sciolgo il mio cane, saprebbe amministrare meglio di questa gente”.
Ma lo scontro, dicevamo, non è solo politico. Maria Caruso e Tindaro Terranova, tramite l’avvocato Decimo Lo Presti, rivendicano la proprietà di alcune attrezzature, anzi “delle uniche attrezzature tecnologiche presenti  nel cinema di Gliaca” e ne chiedono l’immediata restituzione. L’avvocato Lo Presti, dopo le comunicazioni senza risposta inviate il 5 e il 15 dicembre, “diffida quindi l’amministrazione ad utilizzare questi strumenti” e si chiede come mai la giunta Maniaci, visto che ha scelto “soluzioni temporanee” per la gestione in attesa del bando pubblico, “non abbia interpellato la signora Caruso che in tempi non sospetti aveva già avanzato una manifestazione esplicita di interesse”, forte anche della titolarità delle attrezzature presenti nel cinema. L’avvocato Lo Presti dà tre giorni di tempo all’amministrazione prima di coinvolgere l’autorità giudiziaria. E Piraino si gode lo spettacolo anche senza andare al cinema.