Duemila precari a rischio

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Morosito

Duemila precari siciliani sull’orlo del baratro. La Commissione bilancio del Senato ha infatti bocciato l’emendamento che avrebbe esteso la proroga nei Comuni in dissesto finanziario o con una richiesta di “riequilibrio” dei conti (il cosiddetto pre-dissesto).
Per questi Comuni, infatti, stando ai principi previsti dal decreto D’Alia, non è possibile procedere non solo alle assunzioni, ovviamente, ma anche al rinnovo stesso dei contratti. E proprio per questo motivo, si era pensato a una soluzione da mettere nero su bianco al Senato, dopo che la Camera aveva approvato la norma generale sulle proroghe. Tra i Comuni per i quali sarà quindi impossibile prorogare i contratti dei precari, anche un capoluogo come Catania, oltre a grossi centri come Bagheria, Cefalù e Augusta e Milazzo. E, per restare in provincia di Messina, anche Tortorici.
Non rientrano invece nell’elenco dei Comuni in predissesto – nonostante la notizia venuta fuori da Palermo –  i centri di Ficarra, Caprileone, Sant’Agata Militello, Militello Rosmarino e Terme Vigliatore. Questi comuni, dopo un primo approccio, non hanno dato seguito alle procedure di riequilibrio. Complessivamente, sono 22.500 i lavoratori degli enti locali siciliani (Comuni, ex Provincie, Asp) i cui contratti scadono tra otto giorni.Nei giorni scorsi, la commissione Bilancio della Camera aveva dichiarato ammissibile l’emendamento all’articolo 21 della legge di Stabilità, che consente la proroga al 31 dicembre 2015 dei contratti dei precari degli enti locali siciliani. Una proroga che dovrà essere “confermata” però dall’Assemblea regionale siciliana, negli stessi giorni in cui l’Ars dovrà approvare l’esercizio provvisorio.