Tortorici, per i dipendenti comunali in arrivo un stipendio (su sei arretrati)

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Una mensilità arretrata sarà pagata ad inizio gennaio con un’anticipazione di cassa dal Comune di Tortorici, ma ne restano ancora cinque in stand by. Difficile situazione per i dipendenti comunali di Tortorici che si dicono sull’orlo della disperazione e pronti ad eclatanti azioni di protesta. Questa  mattina si è svolto un incontro nell’aula consiliare con i rappresentanti della Cgil Funzione pubblica.  Nel corso della riunione sono emersi preoccupazioni e timori dei dipendenti che hanno anche incontrato l’assessore Valentina Parasiliti, in rappresentanza dell’amministrazione comunale. “Dopo un lungo confronto – ha dichiarato la segretaria generale della Funzione pubblica, Clara Crocè e la Rsu Giuseppe Calanni – siamo riusciti ad ottenere dal vice sindaco, Rosario Contiguglia, la convocazione di una seduta straordinaria di giunta, fissata domani mattina, nel corso della quale verrà approvata l’anticipazione di cassa, da settimane in stand by e che consentirà, per i primi di gennaio, il pagamento di una delle mensilità arretrate”. La vertenza dei dipendenti di Tortorici rimane comunque ancora da risolvere. Crocè e Calanni nel corso dell’incontro hanno chiesto al sindaco, reintegrato nelle sue funzioni lo scorso venerdì dopo la sospensione da parte della Prefettura, di convocare una riunione con le rappresentanze sindacali per definire un piano di rientro che permetta il pagamento degli stipendi arretrati ai dipendenti. “Il mancato pagamento delle mensilità – hanno dichiarato i rappresentanti sindacali – avrà gravi ripercussioni sulla già complicata situazione economica che interessa il centro di Tortorici, come molti altri territori della Sicilia e dell’Italia. Non solo saranno vuote le tasche dei lavoratori del Comune, ma per conseguente effetto lo saranno anche quelle degli operatori commerciali”. In attesa di una risposta da parte dell’amministrazione Rizzo Nervo, la Fp Cgil si è detta pronta a mettere in atto eclatanti azioni di protesta. “Così non si può più andare avanti – hanno concluso Crocè e Calanni – e la disperazione spesso porta a situazioni a cui poi è impossibile mettere una pezza. Non permetteremo che si arrivi a questo”.