Ato Me1, diciotto a giudizio

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Il Gup Sandro Potestìo ha deciso il rinvio a giudizio per gli ex componenti del consiglio di amministrazione dell’Ato Messina 1, oggi in liquidazione, rappresentanti legali ed amministratori delle ditte che operavano per conto della stessa società d’ambito. Si tratta di Laura Trifilò e Calogero Gullotti, rispettivamente presidente dell’Ato Messina 1, fino al Febbraio 2010, ed amministratore delegato della stessa società, e di altri sedici soggetti con incarichi vari fino al Giugno 2008. Sono Sergio Filippi, amministratore delegato della società consortile “Nebrodi Ambiente”, Antonio ed Andrea Paterniti Isabella, vice presidente del consiglio comunale di Capo d’Orlando, amministratori della Multiecoplast, Giulio Randazzo ed  Adriana Lenzo, residenti a Torrenova,  Luca Fiasconaro, di Capo d’Orlando, Alberto Ferri, Andrea Allodi, Ivan Strozzi e Luigi Verzelloni, residenti in Emilia Romagna, Antonio Dalmazio, residente a Messina, Antonino Onofaro di Naso, la brolese Marianna Bruno, Rosario Condipodaro Marchetta, residente a Frazzanò, l’orlandino Luca Lanza Cariccio ed Ernesto Casella residente a Ficarra. Nei loro confronti la  procura della Repubblica di Patti aveva spiccato, ad Ottobre del 2013, i relativi avvisi di garanzia, mentre l’udienza preliminare si era svolta nel Maggio scorso. Oggetto dell’inchiesta l’affidamento dei servizi per conto dell’Ato Messina 1, dal 2005 al 2008 a ditte che non sarebbero state in possesso, secondo le risultanze investigative, dei requisiti previsti dalla legge. In particolare si parla di autorizzazioni di categoria 1 classe “C”, per bacini di utenza non superiori  a 100 mila abitanti. Servizi  delegati dalla Nebrodi Ambiente dapprima al consorzio “Fasteco”e quindi alla “Multiecoplast”, già oggetto dell’appalto bandito dall’Ato Messina 1 ed assegnato per sette anni, con contratto datato 11 Luglio 2005, all’associazione temporanea di imprese costituita dalle società confluite nella Nebrodi Ambiente e nella Transcoop. Emergevano quindi varie posizioni degli indagati, per ipotesi di reato che vanno dall’omesso controllo nello svolgimento del servizio, all’indizione della gara d’appalto, avvenuta precedentemente rispetto al consiglio di amministrazione indagato, dalle tenute dei formulari alle irregolarità delle aziende che componevano l’Ati.

Morosito