Arresto Romagnoli, ad incastrarlo un catalogo di armi presentato l’8 ottobre

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Morosito

Da un lato le associazioni, come “Italia Chiama Italia” che avviano un tam tam mediatico affinchè si aiuti un cittadino italiano arrestato, dall’altra le accuse della procura di New York e l’imminente estradizione negli Usa. Il caso di Massimo Romagnoli, ex parlamentare di Forza Italia, presidente dell’Orlandina Calcio, comincia a far rumore. Anche se stamattina i grandi media hanno snobbato la notizia, negli ambienti politici nei quali Romagnoli si muove dal 2005 c’è fermento.
Sono in molti ad auspicare un intervento del Governo Italiano, ma leggendo le carte le accuse del procuratore Preet Barara sembrano circostanziate ma soprattutto ci sono aggravanti che se non smontate diventano pesantissime. Romagnoli viene accusato di far parte di una cospirazione finalizzata al traffico di armi destinate alle Forze armate rivoluzionarie della Colombia. Armi che, secondo gli Stati  Uniti (dalle cui forze di sicurezza parte l’indagine) dovevano essere utilizzate per compiere attentati contro i militari americani.
Appena 12 pagine per riassumere l’atto di incriminazione nel quali si comincia ricordando come  il governo degli Stati Uniti nel 1997, ha designato FARC come organizzazione terroristica straniera.
L’inchiesta, comunque, prende le mosse solo quest’anno quando infiltrati della DEA, il reparto speciale antidroga, individua Cristian Vintilla (trafficante di armi con base in Romania) e comincia ad infiltrare propri uomini. Vintilla, quindi, porta gli inquirenti su Georgescu e Romagnoli che si mettono a disposizione per vendere armi, anche pesanti, alle Farc Colombiane per il contrasto dell’esercito americano in Colombia.
Secondo le autorità statunitensi,  Romagnoli avrebbe avuto un importante ruolo nel traffico di armi con base nei Balcani sin dai primi anni 2000. Ma soprattutto si sarebbe occupato di procurare certificati fraudolenti per la cessione a gruppi terroristici di materiale bellico. E’ il cosiddetto certificato ECUs che viene rilasciato come una sorta di “tracciabilità” nella vendita di armi. Tra maggio ed agosto i contatti si intensificano e si susseguono le telefonate del gruppo. A Bucarest, tra il 23 ed il 24 settembre, Georgescu si dice disponibile a vendere armi utili ad abbattere elicotteri americani in sorvolo sulle piantagioni di cocaina.
Inoltre, durante un incontro svoltosi a Tivati, in Montenegro l’8 ottobre scorso (incontro videoregistrato dalla Dea) venne filmato quello che gli investigatori definiscono il “Romagnoli Catalogue”  con un vero e proprio campionario dei prodotti da vendere. Un catalogo di armi e persino un fac simile dei certificati fasulli per avviare il materiale a destinazione.