“Chianu Rizzu”, la risposta di Puleo

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Riceviamo e pubblichiamo dall’assessore ai lavori pubblici del Comune di Sant’Agata Militello, Giuseppe Puleo, in relazione al procedimento di revoca del finanziamento per il progetto del “Chianu Rizzu” ed alla successiva nota, pubblicata sul nostro sito, da parte dell’impresa Bruno Tedoro Costruzioni.

“Il sottoscritto Assessore Giuseppe Puleo sente il bisogno di intervenire per fare chiarezza sulle polemiche insorte dopo la revoca del finanziamento relativo al programma integrato urbano “Chianu Rizzo”, anche se non ho molto tempo dovendomi occupare di ben più importanti emergenze e criticità, lasciatemi in eredità dall’Amministrazione Mancuso-Scurria-Contiguglia.Infatti dopo quasi un anno e mezzo dal mio insediamento quale assessore ai lavori pubblici all’Ufficio Tecnico non sono riuscito a trovare un procedimento che non presenti criticità, illegittimità ed illegalità. E’ una lotta continua per salvare il salvabile, senza gli strumenti necessari e sotto continua pressione di quanto stanno cercando di mettermi in difficoltà ed isolarmi, con un Ufficio tecnico azzerato dall’operazione Camelot e con i pochi dipendenti rimasti, la maggior parte dei quali privi della necessaria competenza e/o che remano contro, probabilmente imbeccati dall’esterno, nel tentativo di fare saltare il banco per rimescolare le carte. Non posso non sottolineare come la ditta, che ha tutto il diritto di lamentarsi e di rivendicare la tutela dei propri interessi, nel suo comunicato stampa ha perso l’occasione di individuare il livello delle responsabilità ed ha finito per colpire il bersaglio sbagliato. La mia dichiarazione contestata dalla ditta, secondo cui “l’idea progettuale non si è mai concretizzata in un progetto di massima né è stata inserita nel piano triennale delle opere pubbliche né nei bilanci è stata prevista la compartecipazione di circa 180 mila euro da parte del Comune”, risulta fatto storico documentale che trova riscontro negli atti da me esaminati e nelle informazioni che mi sono state date dagli uffici. Quanto all’altra dichiarazione “Avevamo inoltre percepito che i privati avevano desistito perché gli interventi sarebbero stati troppo onerosi”, risulta anch’essa riscontrabile nella corrispondenza intercorsa, dalla quale emerge la necessità di verificare “la sostenibilità finanziaria dell’intervento alla luce della rimodulazione del contributo pubblico assegnato al programma”. I privati non avrebbero potuto non desistere dal primo progetto alla luce della rivisitazione del programma da parte degli enti sovraordinati ed hanno legittimamente chiesto di portare avanti l’iniziativa con un programma integrato modificato ed approvato nuovamente dal consiglio comunale, con contestuale inserimento dell’intervento nel programma triennale delle opere pubbliche. Se gli uffici non dovessero avere provveduto ad atti di loro competenza ne risponderanno direttamente ed al riguardo ho già aperto una verifica interna, ma non capisco cosa il sottoscritto abbia detto che non sia perfettamente corrispondente alla realtà o non sia compatibile con la ricostruzione della vicenda fatta dalla ditta. Poi è veramente sconcertante come l’opposizione consiliare e la stampa, che evidentemente fanno squadra, siano sempre pronti ad enfatizzare ogni cosa che serva a mettere in discussione ed in difficoltà il sottoscritto e/o il Sindaco Sottile, impegnati in una difficile resistenza contro il sistema di interessi e di illegalità che ci siamo trovati a gestire, mentre poco o nulla abbiano avuto da dire in merito a tutto ciò che è emerso dalle indagini della magistratura nell’operazione Camelot, che era stata annunciata come la punta di un iceberg e per la quale non sono stati ancora disposti neanche i rinvii a giudizio. Per non parlare del responsabile della Filca Cisl di Messina, che quasi ad orologeria, come tanti altri, interviene senza mai avere la capacità di approfondire le problematiche e rilevare le effettive criticità, mentre in passato negli anni d’oro degli affidamenti taroccati, delle gare appaltate senza disponibilità delle aree, senza pareri della sopraintendenza, con progetti sprovvisti di conformità urbanistica e con le schede di valutazione delle offerte di cui veniva ordinata la distruzione con l’effetto di garantire l’anonimato nell’attribuzione dei punteggi, per il sindacato andava tutto bene e la città doveva essere orgogliosa di cotanta potenza. L’Amministrazione Sottile continua ad essere accusata di stare dilapidando la cospicua eredità lasciata dall’amministrazione Mancuso, ma in realtà non è così, da buoni padri di famiglia la stiamo solo accettando con beneficio d’inventario, verificando caso per caso come andare avanti nel campo minato dei finanziamenti trovati, per molti dei quali sono perfino scomparsi i fascicoli. Solo facendo quadrato attorno a questa amministrazione onesta e laboriosa, con l’aiuto dei sindacati e la professionalità degli organi di stampa si potrebbe riuscire nel miracolo di evitare altre revoche di finanziamento”.