Capo d’Orlando, riaperto il centro di riabilitazione Asp

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Un servizio di primaria importanza per una utenza molto vasta che va da Capri Leone a Brolo ed il relativo entroterra. Una struttura riaperta ieri dopo alcuni mesi grazie all’impegno congiunto di Asp ed amministrazione comunale che hanno lavorato fianco a fianco per ridare ad una ventina di utenti al giorno il centro di riabilitazione sfrattato la scorsa primavera da Villa Piccolo (ma chiuso da un anno).
Da settimane il comune aveva messo a disposizione i nuovi locali in via Consolare Antica, nei pressi delle scuole elementari di Vina, ma personale e soprattutto assistiti, erano costretti a recarsi ad Acquedolci in quanto l’Asp non aveva ancora proceduto ad effettuare gli ultimi interventi che sono stati ultimati a fine novembre. Parte dell’utenza che in passato si rivolgeva al centro di Villa Piccolo, invece, è transitata nel secondo centro convenzionato e gestito dalla Sisifo che è operativo da mesi in contrada Santa Lucia.
“Questa struttura- spiega Giuseppe Quattrocchi, direttore del dipartimento riabilitazione- è state fortemente voluta dal sindaco, dalla direttrice sanitaria Rosalia Caranna e da me dopo forti battaglie perché qualche anno fa si era deciso di chiudere definitivamente questo servizio. Attualmente assistiamo una ventina di pazienti al giorno ma la nostra intenzione è quella di raddoppiarli grazie al miglioramento dell’offerta. Dalla prossima settimana partirà la logopedia con personale proveniente dal centro di Acquedolci ma poi contiamo di averne in pianta stabile qui”.
“Tra l’altro- conclude Quattrocchi- abbiamo in questo centro un servizio unico in Sicilia, ovvero il RIC (Riabilitazione Intensiva Continuata) che serve per pazienti che hanno subito lesioni midollari a dimostrazione che crediamo molto in questa struttura”.
Il sindaco Enzo Sindoni e la direttrice del distretto sanitario, Rosalia Caranna hanno dunque espresso massima soddisfazione per l’opportunità di andare incontro alle fasce più deboli della popolazione pensando addirittura ad ulteriori locali, se il servizio dovesse allargarsi.
Una struttura le cui spese di affitto saranno coperte con la parte di “stipendio” ancora percepita dagli assessori (una parte è già destinata ad interventi di solidarietà) almeno sino a quando gli stessi saranno in carica. Poi, naturalmente, se il prossimo esecutivo che verrà non vorrà sostenere la spesa direttamente, il costo passerà sulle casse comunali. 

Morosito