La famiglia Cannizzo barricata in casa si oppone alla confisca

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La famiglia Cannizzo si oppone alla confisca della casa di contrada Marcaudo di Capo d’Orlando disposta nell’aprile 2010 dalla Corte d’Appello di Messina dopo il provvedimento della Dia di Messina. Da questa mattina la moglie e le figlie di Francesco Cannizzo, detenuto in nord Italia dopo una condanna all’ergastolo nel processo “Mare Nostrum”, sono barricate in casa e si oppongono all’esecuzione della confisca. Sul posto infatti, ci sono, oltre alla Polizia, ai Carabinieri e ai Vigili Urbani, anche i funzionari del Ministero dell’Economia che deve prendere possesso dell’immobile. Si tratta di un lussuoso fabbricato di 10 vani, con ampio giardino, ed una superficie abitativa complessiva di 320 metri quadrati.
Il provvedimento rientra in una più ampia confisca di cui fa parte  anche una seconda casa, 4 automobibili (tra cui un’Audi A6 sulla quale venne piazzata la famosa cimice che incastrò Cannizzo nell’operazione Due Sicilie) tre conti correnti bancari e 5 carte di credito. Beni per un ammontare totale di un milione e 200 mila euro.
In contrada Marcaudo si trova anche il Sindaco di Capo d’Orlando Enzo Sindoni che, insieme al dirigente del Commissariato Giuliano Bruno e agli assistenti sociali del Comune, sta tentando una faticosa mediazione. La moglie e le figlie di Francesco Cannizzo hanno esposto ai balconi alcuni striscioni per contestare il provvedimento.

 

Morosito