Mirto, sfiducia firmata da 10 consiglieri su 12

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La prima notizia è che, nella seduta consiliare di lunedì scorso il consiglio comunale si è ricostituito nel suo plenum con l’insediamento di Patrizia Musca al posto della dimissionaria Giulia Raffiti che ha conservato il posto in giunta. La seconda notizia è che è stata ripresentata la mozione di sfiducia contro il sindaco Giuseppe Lanaro, stavolta firmata da 10 consiglieri, maggioranza e minoranza uniti, ad eccezione del presidente del consiglio Salvatore Sgrò e la nuova entrata Musca. Sulla carta,quindi, non c’è scampo per il sindaco Lanaro che ha contro la quasi totalità del consiglio comunale. Nella mozione, oltre a ribadire i concetti espressi nel primo documento poi ritirato sulla “cessazione del rapporto di fiducia con la maggioranza” e di presunte gravi inadempienze programmatiche, si fa riferimento anche all’atto stragiudiziale consegnato dal sindaco ai consiglieri e con cui contestava la mancata discussione della mozione di sfiducia nella seduta del 31 ottobre, quella in cui non si era ancora ricostituito il quorum. La sfiducia non sarebbe passata, aveva scritto Lanaro, in quanto con 10 consiglieri presenti, e l’annunciato voto contrario del presidente, la proposta di sfiducia sarebbe stata respinta. Secondo il sindaco, il ritiro della mozione motivato con la mancanza del quorum sarebbe illegittimo. Ma i consiglieri vanno avanti: nella nuova mozione si bolla come documento senza valore l’atto stragiudiziale consegnato che sarebbe pure, secondo i 10 firmatari, una vera e propria intimidazione politica. La palla passa adesso al consiglio comunale. Il presidente ne dovrebbe convocare uno entro la fine del mese, ma difficilmente verrà inserita la discussione della mozione che più probabilmente slitterà intorno al 15 dicembre. Intanto i consiglieri firmatari della sfiducia hanno incontrato il Prefetto di Messina per rappresentare la difficile situazione politica ed amministrative che si sta vivendo a Mirto.

Morosito