Calcio, “buffonate” all’Orlandina

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La maschera è caduta, il Re è nudo. La telenovela, la farsa, il grande inganno o semplicemente la buffonata Orlandina, si arricchisce di un nuovo esilarante episodio. Il racconto è presto fatto: Ieri, alla ripresa del lavoro settimanale, reduci dall’insperato risultato positivo conquistato a Leonforte, i giocatori dell’Orlandina si sono ritrovati al Micale. Cuore e mente, pieni di gioia, come detto, ma anche di speranza, perché proprio martedì 18 novembre, il presidente pro tempore Saverio De Benedictis, aveva promesso il pagamento di alcuni stipendi. Ecco appunto… Ieri l’imprenditore che ha raccolto il testimone da Massimo Romagnoli si è presentato con il petto gonfio e la testa alta per il punto conquistato che sa di rivincita su critica e opinione pubblica ma.. con le tasche vuote. Già perché il magnate italo canadese giunto, in pompa magna, quasi 15 giorni addietro a Capo d’Orlando, annunciato dall’On Romagnoli come il “salvatore della patria”, ha mostrato ai giocatori un assegno con scadenza venerdì 21 novembre di € 1.800,00. Esatto la cifra è quella che avete appena udito, solamente 1.800,00 euro da dividere per 18 persone. Quindi, se la matematica non è un’opinione, si tratta di 100,00 euro ciascuno. Ovviamente, i calciatori sentitisi presi per i fondelli per l’ennesima volta hanno chiaramente ed energicamente manifestato tutto il loro disappunto. Niente allenamenti dunque fino a quando… Beh fino a quando qualcuno metta loro in mano diverse carte da 100 euro. E a tal proposito altro coniglio dal cilindro… L’ultimo allenatore arrivato, Antonio Germano dopo aver dato piena solidarietà ai giocatori si è impegnato a portare all’Orlandina sponsor in grado di garantire il pagamento degli stipendi. Quindi ecco il nuovo benefattore… Ma ritornando al magnate campano tal De Benedictis, sembra che lo stesso giochetto lo abbia messo in atto già in precedenza. Infatti quando tentò la scalata all’Isernia per tamponare la rivolta dei giocatori che minacciavano lo sciopero ad oltranza, si presentò con un assegno di 6.200,00 euro per soddisfare 42 tesserati, quindi 150 euro a testa. Giochetto, pardon solito “modus operandi” dunque. Dall’Isernia l’imprenditore quattro giorni dopo questo episodio, fu invitato, cioè costretto a salutare la compagnia. Questi i fatti, i corsi e ricorsi storici che si ripetono a Isernia come a Capo d’Orlando. Poi c’è un’ipotesi: forse un piano, già studiato a tavolino da Romagnoli prima, da De Benedictis adesso, o magari da tutti e due insieme, per arrivare alla riapertura del mercato, spedire gli attuali giocatori a casa, ovviamente senza soldi, chiamare altri calciatori per poi ricominciare la telenovela? Aspettando magari una clamorosa vincita al lotto per finanziare l’operazione chiamata “armonia, equilibrio e sviluppo”.