Capo d’Orlando, botta e risposta sull’elipista

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“Per garantire una appalto da 400.000 euro, per l’elipista, il comune si ostina a voler spendere 900 mila euro per la ricostruzione di un muro crollato (circa 150 metri) e della relativa viabilità, nonostante sia evidente che il sito di Pissi, ad oggi, è, senza dubbio alcuno, l’unico possibile per la localizzazione l’elisuperficie e nonostante sia stato accertato e certificato dagli organi preposti che Tavola Grande è inadeguata e la struttura rimarrebbe comunque esposta alle violente mareggiate e al rischio di nuovo crollo anche per la forte erosione marittima”.
E’ una accusa diretta di spreco di denaro pubblico quella che i consiglieri di minoranza Micale, Gemmellaro, Trusso e Sanfilippo rivolgono al sindaco Sindoni e che apre la polemica su un’opera che deve nascere entro fine anno in contrada Tavola Grande.
Al centro dell’ennesimo duello politico, quindi, la costruzione dell’elisuperficie finanziata dalla protezione civile.
Lavori che però si intrecciano con la ricostruzione di un muraglione che l’erosione ha inghiottito negli ultimi anni e che costano 900.000 euro (per metà ripagati con la permuta dell’edificio dell’ex acquedotto).
Per questo si chiede l’immediato abbandono del progetto e la costruzione altrove dell’elipista.
“L’opposizione non tiene conto di altre cose importanti- replica il vice sindaco Aldo Leggio, che conferma l’intenzione dell’amministrazione di perseguire nel progetto- il muro che verrà ricostruito non serve solo per l’elipista ma è fondamentale soprattutto per la condotta fognaria che raggiunge il depuratore, le condotte dell’Enel che servono gran parte di Capo d’Orlando e l’acquedotto. Rifare quella strada è indispensabile soprattutto per questo motivo, con la speranza che quella zona possa essere recuperata dal degrado e possa tornare all’attività di balneazione anche col prossimo adeguamento del depuratore. Non è una banale strada per l’elipista, è un tentativo di recuperare il territorio”.