Canneto e l’indagine bloccata

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“Ad un certo punto, nonostante il nostro impegno, è stato fermato l’apparato di monitoraggio”. Lo aveva detto tre mesi fa alla trasmissione Voyager. Adesso, non solo conferma, ma rilancia la sua posizione Francesco Venerando Mantegna, capo della commissione interistituzionale che studiò i fenomeni di Canneto di Caronia tra il 2005 ed il 2007.
Qualcuno volle bloccare gli studi che avevano imboccato la pista degli esperimenti militari.
Una accusa che Venerando ha affidato, stavolta, ad una lunga intervista pubblicata questa mattina sulla Gazzetta del Sud e che, sostanzialmente, rafforza le tante voci circolate negli ultimi anni sulla frazione di Caronia interessata dagli incendi misteriosi. Incendi provocati da campi elettromagnetici provenienti, con ogni probabilità da mezzi o basi militari nei pressi delle Eolie.
Nella sua intervista alla Gazzetta, Venerando ripercorre le certezze accertate dalla commissione. La prima è che si tratta di fenomeni non naturali, la seconda che si tratta di emissioni impulsive elettromagnetiche e la terza che gli episodi schedati in quegli anni furono circa 400, alcuni dei quali a distanza dalle case di via Mare.
Una cartina, allegata a quella prima relazione, offre uno spunto interessante. Un caseggiato a ridosso dell’autostrada ed una campagna in cui si verificarono misteriose bruciature di erba, si trovano perfettamente in linea con le case di Canneto. Evidenziando tutti i motivi che hanno indotto la commissione ad escludere che si trattasse di incendi dolosi, Venerando cita il famoso danneggiamento dell’elicottero, e soprattutto racconta l’impressionate serie di avvistamenti di oggetti non identificati nel mare antistante Canneto. Insomma, tasselli di un mosaico che confermano uno scenario fatto di interessi troppo grandi per dare verità ai cittadini dei via Mare.