L’Ato idrico non c’è più, ma i Comuni devono pagare

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Morosito

Vi ricordate dell’Ato 3 Messina – servizio idrico integrato – l’ente nato con il compito di governare e gestire l’uso delle risorse idriche dei 108 Comuni della provincia di Messina? L’ambito territoriale, per il quale i sindaci si riunirono innumerevoli volte per approvare bilanci ed organizzare la struttura, non esiste più. Morto poco dopo la nascita: messo in liquidazione dalla legge regionale 2 del 2013. L’ex commissario della provincia regionale di Messina Filippo Romano, nominato commissario straordinario liquidatore dell’Ato 3, ha fatto in tempo ad avviare l’azione legale per il recupero dei crediti nei confronti di 51 comuni. Decreti ingiuntivi già notificati per riscuotere le somme dovute per le spese di funzionamento delle Segreteria tecnica-operativa dell’Ato3. Parlando di acqua, per i sindaci piove sul bagnato, chiamati a pagare per le spese di funzionamento di un ente che, di fatto non ha mai operato. Ma c’è comunque da pagare una struttura che aveva iniziato il suo lavoro, dai dirigenti ai tecnici. Qualche comune, in verità, aveva iniziato ad onorare l’impegno, pagando in parte le somme dovute. Ucria, ad esempio, aveva già versato 12mila 600 euro nonostante le consolidate e strutturali difficoltà economiche. Adesso dovrebbe versarne altri 3mila 600euro, pena, appunto, la notifica di un decreto ingiuntivo. “Ma quali prestazioni o, più modestamente, quali aiuti  ha fornito e fornisce a questo Comune la segreteria tecnico operativa dell’Ato 3 in liquidazione?” chiede il sindaco Giuseppe Lembo in una lettera inviata al commissario liquidatore. “Pagheremo non appena ci sarà possibile, ma per favore evitate il ricorso ad azioni esecutive e scioglieteci dalla forzata adesione ad un Ente inutile che ha prodotto solo vessazioni”.
Un SOS dal cuore dei Nebrodi, da un paese come molti costretto a combattere ogni giorno per la sopravvivenza e paradossalmente obbligato a chiedere aiuto a quelle stesse istituzioni che spesso girano le spalle.