Mirto, la telenovela sulla sfiducia

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Morosito

La battaglia legale sulla sfiducia al sindaco di Mirto Giuseppe Lanaro è già iniziata, anche senza ricorso formale. Come annunciato, il Consiglio Comunale non ha discusso la mozione presentata dai consiglieri di maggioranza con l’appoggio dell’opposizione. Il documento è stato ritirato alla vigilia della seduta del 31 ottobre, in quanto secondo i firmatari, le dimissioni da consigliere dell’assessore Giulia Raffiti avevano fatto venir meno il plenum, impedendo di fatto il voto sulla mozione, che era stata così sospesa in attesa della ricostituzione del consiglio nella sua interezza. Nella seduta di ieri sera non si è potuto procedere con la prevista surroga per l’assenza per malattia della segretaria comunale. I consiglieri hanno stigmatizzato il comportamento dell’amministrazione che avendo avuto notizia dell’assenza del segretario il 3 novembre, ha atteso giorno 5 per chiedere un sostituto. Lavori d’aula riconvocati quindi per l’11 novembre, quando si dovrebbe procedere con la surroga del consigliere dimissionario. Al suo posto il secondo dei non eletti, visto che il primo ha già rinunciato all’incarico. Il sindaco Lanaro,  però, ha fatto consegnare ai consiglieri un atto stragiudiziale con cui contesta la mancata discussione della mozione di sfiducia nella seduta del 31 ottobre. Sfiducia che non sarebbe passata, scrive Lanaro, in quanto “con 10 consiglieri presenti, e l’annunciato voto contrario del presidente, la proposta di sfiducia sarebbe stata respinta”. Secondo il sindaco, il ritiro della mozione motivato con la mancanza del quorum sarebbe illegittimo. Lo stesso Lanaro, infatti, annuncia di  voler chiedere “l’accertamento dell’assenza del quorum necessario per l’approvazione della sfiducia”. Nel caso in cui la mozione venisse ripresentata dopo la surroga del consigliere, scrive Lanaro, si profila poi l’ipotesi di reato di eccesso di potere in quanto “il nuovo documento si dovrebbe riferire solo a contestazioni successive al 31 ottobre”.
Insomma, la telenovela continua