Allerta per il cataclisma che non c’è

0
135

Con la pubblica incolumità nessuno può scherzare. Quando c’è di mezzo la vita della gente la prudenza non è mai troppa e purtroppo la storia recente ci ha mostrato come troppo spesso siano state persone, famiglie e comunità senza colpa a pagare prezzi altissimi a causa di imperizie e negligenze altrui. Partendo da questi assunti incontestabili, non si può però non restare quantomeno perplessi per l’allarmismo che, talvolta, le stesse istituzioni, quelle che dovrebbero rassicurare e tutelare la cittadinanza, infondono. Da almeno tre giorni gran parte della popolazione siciliana attende la tempesta perfetta, scenari apocalittici, un maltempo colossale. In alcune zone della Sicilia, vedi la riviera jonica messinese, la stessa Messina o l’hinterland catanese, in certi casi anche nel palermitano, effettivamente il maltempo ha creato seri problemi. Anche in alcuni comuni della fascia tirrenica, da Barcellona verso i peloritani, qualche strada si è allagata, qualche disagio c’è stato. In altri posti invece no, vedi la zona tirrenico nebroidea della provincia, solo qualche spruzzata di pioggia, in moti casi, comunque, nulla di particolarmente eccezionale. Certo, meglio sia andata così, tutti felici, ci mancherebbe, che non ci siano state gravi conseguenze. Il discorso qua è un altro. Le ripetute “allerta meteo”  lanciate dalla protezione civile, rimbalzate da qualunque mezzo di diffusione conosciuto all’essere umano moderno, tv, radio, internet, social network, hanno generato una vera e propria psicosi maltempo, paralizzando, in certi posti, la quotidianità. Tutti fermi, tutti a casa dietro le finestre ad aspettare che arrivi il maltempo. La cautela non è mai troppa, lo ripetiamo. Ben vengano gli avvisi, i consigli a chi deve mettersi in viaggio e gl’inviti alla prudenza ma serrare le scuole e convincere la gente, con cartografie rosso fuoco, che è meglio chiudersi in casa per giorni, più che di prudenza ha il sapore di una sconfitta. Un abdicare delle istituzioni rispetto alle funzioni di tutela della popolazione. Già, perché tutelare non significa ordinare il coprifuoco, preservare non significa tutti a casa perché piove, tutelare significa assicurare la pulizia di tombini, torrenti e corsi d’acqua a rischio esondazione, significa vigilare sul rispetto delle norme in materia di costruzioni, sicurezza stradale, delle infrastrutture di collegamento, significa garanzia di stabilità e sicurezza di scuole, asili, ospedali ed altri luoghi pubblici. Ordinare il “tutti a casa allerta meteo” è però probabilmente la via più semplice per sfuggire eventuali responsabilità, evitare inchieste spesso troppo facili, imputazioni ed altri guai. Tutti a casa allerta meteo, in certi casi, suona solo come quel vecchio adagio, uomo avvisato mezzo salvato.

Morosito