Rete ospedaliera, ecco il nuovo piano

0
107

Sembra finalmente essere giunto ad un approdo certo il nuovo piano di organizzazione della rete ospedaliera in Sicilia, oggetto di numerosi tentativi di accordo, bozze presentate e ritirate, dietrofront e scontri politici ed istituzionali. L’assessore regionale Lucia Borsellino presenterà Mercoledì in commissione sanità la stesura definitiva del piano che conferma, in larga parte, quanto nelle previsioni della precedente versione. La nuova sanità siciliana sarà contraddistinta da tre elementi, la diminuzione delle unità complesse, l’accorpamento dei presìdi e la conversione di parecchi posti letto per acuti in lungodegenti. Per la provincia di Messina saranno riuniti “Sant’Agata-Mistretta” e “Lipari-Milazzo-Barcellona”.  Restano autonomi solo Patti e Taormina. Per i riuniti Sant’Agata Mistretta ci saranno 80 posti letto al nosocomio santagatese, distinti in 68 ordinari, di cui 60 per acuti e 8 di lungo degenza, e 12 di day hospital e 77 posti al Santissimo Salvatore. A Sant’Agata 5 unità complesse e due semplici con talassemia, stroke unit, terapia su intensiva e  mantenimento del punto nascite. Mistretta, presidio di area disagiata, manterrà la vocazione alla lungodegenza e riabilitazione ma tra area medica e chirurgica, con un totale di 23posti letto, manterrà un presidio ostetrico. Il Barone Romeo di Patti, come detto, sarà autonomo, e conterà 142 posti letto, di cui 134 per acuti. Nove le unità complesse, con Utic, Utin ed Emodinamica, tre le unità semplici. In totale il distretto “Patti-Sant’Agata-Mistretta” si comporrà di 299 posti letto. 219 i posti totali per gli ospedali riuniti “Milazzo-Barcellona-Lipari”  rispettivamente con 160 al Fogliani, 34 al Cutroni Zodda e 25 a Lipari. A Milazzo sono 10 le unità complesse, 3 quelle semplici. Barcellona, classificato come ospedale di comunità, mantiene 5 unità complesse, ma trasferirà a Milazzo entro il 2015 la pediatria e il punto nascite, che invece Lipari conferma come zona disagiata.  Le aziende sanitarie avranno tempo fino al 31 dicembre del 2016 per adeguarsi ai nuovi parametri forniti dal Ministero della Salute.