Morte Pietro Pintaudi, titolare condannato

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Il Giudice Unico del Tribunale di Patti, Ines Rigoli, ha condannato Angelo Lucifero, titolare dell’autofficina di Sant’Angelo di Brolo nella quale lavorava il giovane Pietro Pintaudi, morto per un incidente sul lavoro il 31 Gennaio del 2008. L’uomo è stato condannato a 2 anni di reclusione per omicidio colposo, oltre al risarcimento del danno nei confronti della parte civile, la famiglia del 25enne rimasto ucciso a seguito dello scoppio di uno pneumatico.  L’attività d’indagine aveva permesso agli inquirenti di accertare come il giovane fosse stato assunto senza però essere messo in regola. Il datore di lavoro quel tragico pomeriggio, aveva assegnato a Pietro Pintaudi l’intervento su un autocarro, senza però fornirgli la dotazione dei dispositivi di protezione individuali e senza la preventiva informazione sui rischi connessi all’attività lavorativa da compiere. Il compito del giovane operaio era quello di ruotare le quattro gomme dell’autocarro ma, secondo le perizie tecniche e le risultanze investigative, a causa del montaggio non corretto degli anelli laterali e dell’eccessiva pressione di gonfiaggio della ruota anteriore sinistra dell’autocarro, avvenne l’esplosione della gomma. Il giovane lavoratore venne quindi colpito violentemente alla testa dagli anelli metallici che stava collocando, con la conseguente rottura della volta cranica ed il decesso immediato. A conclusione del procedimento penale a suo carico, Lucifero, così come chiesto dal Pubblico Ministero Gianluca Manca, è stato riconosciuto colpevole e condannato a due anni di reclusione. Il difensore di parte civile, avvocato Massimiliano Fabio, ha chiesto ed ottenuto il  risarcimento del danno nei confronti della famiglia, attualmente riconosciuto tramite provvisionale in attesa della quantificazione in sede civile. L’imputato, condannato anche al pagamento delle spese processuali, era difeso dall’avocato Alessandro Pruiti Ciarello