Mirto, mozione di sfiducia ritirata. Per ora

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Morosito

Come un libro giallo, si ingarbuglia la trama sulla sfiducia al sindaco di Mirto Giuseppe Lanaro. Stasera si doveva discutere la mozione presentata dai consiglieri di maggioranza e che aveva ottenuto l’adesione della minoranza. Ma l’imprevisto è sempre dietro l’angolo. Così, l’assessore Giulia Raffiti, che finora aveva mantenuto anche il posto il consiglio, ha presentato le dimissioni da consigliere facendo venir meno il plenum e di fatto, impedendo il voto sulla mozione, in attesa della ricostituzione del consiglio nella sua interezza. Strategie per guadagnare tempo ed evitare il voto scontato sulla mozione, così come è già capitato in altri comuni. Oggi, però, un altro colpo di scena. Proprio per evitare di presentarsi in consiglio senza poter votare la mozione, i consiglieri proponenti hanno deciso di ritirare il documento di sfiducia, riservandosi di ripresentarla non appena verrà ricomposto il plenum del consiglio nella sua interezza. Cosa che dovrebbe succedere il 6 novembre, quando il consiglio comunale è già stato convocato per approvare il bilancio. In quella sede, quando si procederà alla surroga del consigliere dimissionario, verrà ripresentata la  mozione di sfiducia. Tra l’altro i consiglieri Allò, Barbagiovanni Cirnera, Sutera, Castrovinci, Fabio e Caprino, nell’atto con cui ritirano con effetto immediato la mozione, sottolineano che il 27 ottobre, per la prima volta dopo due anni e mezzo, la giunta, scrivono i consiglieri, ha “stranamente” deliberato l’assegnazione delle indennità di funzione, 3800 euro per il Sindaco e 1300 euro per ciascun assessore.