Porto Sant’Agata, criticità, differenze e conferme

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E’ principalmente legata alle prescrizioni imposte dai vari enti territoriali la sostanziale lievitazione dei costi, per complessivi 4 milioni 357 mila euro, dalla fase definitiva a quella esecutiva del progetto presentato dalla Cogip Infrastrutture per il completamento del Porto di Sant’Agata Militello. Costi che, stando al capitolato specifico ed alle normative in tema di appalti, sono di competenza della ditta e non del comune. Sono questi i principali rilievi e le conclusioni della relazione che il Rup Basilio Ridolfo ha presentato al servizio opere marittime e portuali dell’assessorato regionale alle infrastrutture. 45 pagine di certosina ricostruzione dei passaggi, giudiziari ed amministrativi, tra i quali si è incagliata, dal 2010 ad oggi, l’esecuzione dell’opera. Dal punto di vista giudiziario, scrive Ridolfo dopo aver ricordato gli esiti dei numerosi ricorsi al Tar, al Cga ed al Tribunale civile, allo stato attuale non esiste alcun impedimento per la prosecuzione del procedimento, fermo restando quello che potrà essere, in un futuro, lo sviluppo dell’ennesimo ricorso della Bruno Teodoro Costruzioni al Tribunale Civile di Palermo. Dal punto di vista tecnico amministrativo, invece, le criticità riguardano come detto le differenze tra l’elaborato definitivo e quello esecutivo, nell’ultima stesura del 5 Febbraio di quest’anno. Al di là delle mancanze su elaborati tecnici, calcoli ed altre relazioni, il grosso della questione riguarda la differenza di costi che, in realtà ammonta ad appena 1 milione 832 mila euro per la prima fase di esecuzione dell’opera, lasciando fuori opere, per poco più di 2 milioni, eseguibili  con altro appalto in una seconda fase. Dell’incremento di spesa, la maggiore incidenza consiste nelle 731 mila euro in più per l’edilizia portuale,  con aumento volumetrico di cubatura complessiva del 16% tra presidio di autorità marittima, anti incendio, officine ed altri locali commerciali.  54%  in più, circa 130 mila euro per il pontile fisso, 31% in più, 146 mila euro, per l’escavo, oltre 627 mila euro per oneri sulla sicurezza, cui vanno aggiunti altri costi, per banchina, diga di sopraflutto e sottoflutto, impianti ed attrezzature. Riguardo l’iter amministrativo, la relazione di Ridolfo, così come dissente dalle considerazioni dell’ex capo dipartimento tecnico regionale Sansone circa l’irregolarità della gara,escludendo, all’epoca dell’appalto, la competenza dell’Urega, pare comunque escludere gravi inadempienze che avevano lasciato presupporre un’ipotesi di rescissione del contratto con la ditta. Il Rup, che ha ricostruito fedelmente tutti i rilievi mossi dall’ufficio tecnico comunale all’impresa almeno fino al Febbraio 2014, ha quindi proposto ai funzionari della Regione di  formalizzare alla Cogip dell’insieme di criticità rilevate, assegnando alla stessa un termine entro cui rendere la proposta esecutiva conforme al progetto definitivo ponendo a carico dell’impresa il costo degli adeguamenti necessari

Morosito