Crocetta ter, ecco gli assessori

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Terza giunta regionale varata in due anni di governo dal presidente della Regione siciliana Rosario Crocetta. Da tempo ormai al centro del fuoco incrociato di oppositori e di gran parte della sua stessa cordata, Crocetta prova dunque a giocarsi l’ultima carta a sua disposizione, rivolta come un calzino la sua squadra, accontentando i desideri di chiunque, nel minestrone governativo, abbia un peso più o meno consistente e, nell’estremo tentativo di rimanere attaccato alla poltrona più alta di Palazzo d’Orleans, sacrifica persino le sue due fedelissime, intoccabili fino a qualche giorno fa, la studentessa Nelli Scilabra e l’ex segretaria particolare Michela Stancheris. Solo in due hanno resistito all’ennesimo terremoto, Lucia Borsellino e Linda Vancheri mentre per i  ruoli chiave la giunta Crocetta nei fatti viene commissariata dal Pd romano, sponda renziana. Il plenipotenziario Delrio spedisce dunque nell’esecutivo l’economista Alessandro Baccei, destinato ad occuparsi della drammatica situazione economica della Regione,  e la super funzionaria Marcella Castronovo, già nella segreteria di Palazzo Chigi, che avrà la delega agli enti locali. Dall’area Cuperlo piombano in giunta Sebastiano Bruno Caruso, professore ordinario di Diritto del lavoro a Catania  e Cleo Li Calzi, già consulente dell’ex sindaco di Palermo Diego Cammarata e nella segreteria tecnica di Raffaele Lombardo. Dall’area Faraone-Gucciardi proviene invece  l’assessore Vania Contraffatto, sostituto procuratore a Palermo mentre il docente universitario Antonio Purpura, direttore del dipartimento di Economia dell’Università di Palermo, esperto di turismo, è gradito all’ex segretario regionale Pd Lupo. In giunta entrano quindi l’avvocato penalista Nino Caleca, legale dell’ex governatore Cuffaro, Maurizio Croce, già commissario per il dissesto idrogeologico in Sicilia, e Giovanni Pizzo, gi à coordinatore della segreteria tecnica dell’assessorato alle Infrastrutture. Ripescata Mariella Lo Bello, dopo aver trascorso i pochi mesi di quarantena dalla giunta nella segreteria personale del presidente. Basterà il rimpastone a Crocetta per garantirsi la sopravvivenza ? A quanto pare c’è già qualche deluso, vedi il gruppo di Articolo4 all’Ars. Intanto il Crocetta ter rischia di passare agli annali come il più breve della storia. Domani all’Ars si discute, infatti, la mozione di sfiducia al governatore. Una mozione che parte da 40 firme ma che, dopo il rimpasto, potrebbe veder crescere la lista. Per staccare la spina servono 46 deputati.