Upea, il cuore non basta

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L’Orlandina esce sconfitta 70-73, ma tra gli applausi del PalaFantozzi, dalla gara giocata con la Virtus Roma. Non era stata una settimana semplice in casa Upea, dopo l’infortunio di Jonny Flynn e l’incredibile vicenda burocratica che ha messo fuori Austin Freeman nella serata di venerdì, ma il team di coach Griccioli ha sfoderato una prestazione “tutta cuore” sfiorando la prima vittoria nel finale.

 

Primo quarto. Ospiti avanti dopo 1’ con 4 punti del centro Morgan. L’Orlandina risponde con Pecile, che batte l’uomo sul palleggio e realizza in area, e Soragna schiaccia a terra per Hunt che inchioda al ferro (4-4 dopo 2’). Altra schiacciata di Hunt che subisce anche fallo e realizza anche il libero aggiuntivo. Burgess va a segno da sotto, Hunt su assist di Archie, Soragna realizza in contropiede sfruttando l’intercetto di Burgess a metà campo, ma la squadra di coach Dalmonte chiude in vantaggio 17-24 il primo quarto grazie all’ottimo avvio dall’arco (6/8 da 3 nei primi 10’).

Secondo quarto. I secondi 10 minuti iniziano all’insegna di Dominique Archie, l’ala americana riesce per ben due volte a realizzare nonostante il fallo e dopo un 1’ di gioco porta l’Orlandina a distanza di un possesso pieno (23-26). Ejim conferma le buone medie a rimbalzo degli ospiti e realizza due volte sfruttando la sua mole. Gianluca Basile da sotto in acrobazia per il -4 (28-32), ancora Triche dall’arco, ma Archie, fermato al tiro da un fallo, è preciso in lunetta. Viene fischiato uno sfondo ad Archie e immediatamente dopo un tecnico alla panchina di casa. L’Orlandina reagisce d’orgoglio, si affida alle lunghe leve di Hunt che stoppa in difesa e va a realizzare sul capovolgimento in attacco (33-36 a 2’ dalla pausa lunga). Burgess in isolamento dal palleggio realizza e manda le due squadre all’intervallo sulla parità (38-38).

Terzo quarto. Parziale 2-9 di Roma al rientro sul parquet con Jones, De Zeeuw e Triche, per l’Upea a segno Pecile dalla media (40-47 al 22esimo). Hunt e Archie da sotto, Basile in lay up aiutano l’Upea nel tentativo di rimonta (46-49 al 25esimo). Un altro fallo tecnico fischiato all’Orlandina, stavolta a coach Griccioli, permette alla Virtus Roma di tentare l’ennesima fuga (46-57 al 27esimo). L’Orlandina non molla e torna vicina, grazie anche alla prima realizzazione dai 6.75 a firma di capitan Soragna allo scadere della sirena del terzo quarto (53-59).

Quarto quarto. Nicevic a segno dalla media servito da Burgess. L’italo-croato ancora protagonista subito dopo nell’altra metà campo, prende lo sfondo di Triche (quarto fallo per l’ex Trento) e rilancia i suoi in attacco. Dominique Archie mette la seconda bomba della partita per l’Upea e fa esplodere definitivamente il PalaFantozzi (58-61). Burgess e Archie da sotto, un paio di difese “alla morte” sotto il ferro dei biancazzurri e arriva il quanto mai desiderato vantaggio (62-61 a 7’ dalla fine). Fallo su Archie al tiro dalla lunga distanza e tecnico fischiato a Jones, ma l’Upea non ne approfitta del tutto (63-61). La schiacciata di De Zeeuw da la nuova parità, ma è sanzionato col tecnico il flopping a Stipcevic (64-63). Ultimi 120 secondi da cardiopalma: Roma nuovamente avanti con De Zeeuw e Gibson, Soragna dall’arco da il nuovo vantaggio all’Orlandina (67-66), mini break di Roma in una manciata di secondi (0-4), ma Basile dall’arco con un piede sulla linea tiene in ansia tutti i presenti. L’instant replay implacabile segnala che il tiro di Baso è da 2 (70-72). Stipcevic fa 1/2, il tiro da 3 di Archie si spegne sul ferro. Termina 70-73.

 

 

 

 

 

Upea Capo D’Orlando – Acea Roma 70-73 (17-24)(38-38)(53-59)

 

Upea Capo D’Orlando: Archie 22, Hunt 12, Burgess 12, Basile 6, Soragna 8, Nicevic 5, Pecile 5, Bianconi ne, Strati ne. All. Griccioli.

Acea Roma: Ejim 4, Triche 14, Jones 11, D’Ercole 1, Sandri, De Zeeuw 13, Kushchev ne, Finamore ne, Gibson 11, Stipcevic 11, Morgan 8, Pullazi ne. All. Dalmonte.

 

Dichiarazioni

 

Coach Dalmonte: «Non è circostanza, né dovere per l’ospitalità ricevuta, ma devo fare i complimenti a Capo d’Orlando. Ogni singolo giocatore può andare a casa con la consapevolezza di aver dato tutto. È stata una gara chiaramente condizionata dalle assenze per Capo d’Orlando, ma io avevo la consapevolezza che per tutto quello che significa giocare a Capo d’Orlando saerebbe stata per noi una gara dall’altissimo coefficiente di difficoltà. Abbiamo avuto un buon impatto, percentuali altissime, ma abbiamo subito il rientro di Capo gestendo male il vantaggio a causa di un po’ di nervosismo. Abbiamo perso 13 palle sanguinose nei secondi 20’. Noi siamo una squadra che, tra coppa e campionato, ha davvero poco tempo e da queste partite deve imparare in maniera fredda e scrupolosa. In ogni caso per la compattezza dell’avversario, per l’ambiente caloroso trovato qui, abbiamo fatto una grande gara ed è doveroso prendere il lato positivo di oggi che è la vittoria».

 

Coach Griccioli: «Non avrei messo la firma per perderla di 3 ieri, noi volevamo vincerla. Nonostante la situazione di estrema emergenza, abbiamo cercato di studiare la gara, capire come poterla portare a casa e abbiamo fatto di tutto per riuscirci. Peccato perché dobbiamo migliorare in alcune situazioni, alla fine eravamo stremati, ma certe fasi della gara dobbiamo gestirle con più cattiveria. Abbiamo cambiato piano di gioco tra la notte di venerdì e sabato e ci siamo trovati meno gente che penetrava, ma ero sicuro che potevamo fare bene anche in queste condizioni. Loro sono partiti con un 6/8 da 3 e la prima cosa che ho detto ai miei è stata di continuare ad alzare il livello dell’aggressività per farci trovare pronti a rimbalzo quando loro inizieranno a sbagliare. Dobbiamo fare i complimenti alla gente che ci ha sostenuto, in alcuni momenti di gioco siamo stati puniti per l’energia e la determinazione messe in campo. Ciò comunque alla fine ha pagato. A mio avviso alla fine la gara l’abbiamo persa noi e non l’ha vinta Roma, anche se non si possono togliere dei meriti agli ospiti che sono stati sempre sul pezzo e sono stati bravi a punirci nei momenti decisivi. Adesso dobbiamo evitare di pensare alle gare perse, non sarà facile perché volevamo vincere ogni gara ovviamente e siamo arrabbiati per questo, ma dobbiamo solo tenere a mente che mettendoci aggressività e voglia ce la siamo giocati anche con Roma che oggi aveva un roster più completo del nostro. Il dispiacere nasce soprattutto perché volevamo premiare il pubblico, oggi davvero gagliardo. Oggi una città di 13.000 anime ha lottato con coraggio contro la capitale della nostra nazione. Dobbiamo essere umili e pensare che nessuno ci regala niente, ma anche avere l’orgoglio della nostra piccola comunità».

 

Morosito