Intreccio, cinque condanne e due assoluzioni

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E’ giunto a conclusione il processo con il rito abbreviato per otto delle persone coinvolti nell’operazione antidroga “Intreccio”, scattata all’alba del 17 Luglio scorso con l’esecuzione, da parte dei Carabinieri di Messina, Milazzo, Taormina e Barcellona, di undici ordinanze di custodia cautelare nei confronti di altrettante persone con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di droga. Al termine delle indagini preliminari, nel registro degli indagati figuravano in tutto 21 persone. Il Gup Maria Luisa Materia ha quindi assolto Roberta Multari e Giovambattista Cuscinà. Condannato a 4 anni e 8 mesi Girolamo Stracuzzi, 2 anni e 4 ad Alessandro Duca, un anno e mezzo a Sebastiano La Ganga e un anno e 8 mesi a Filippo La Ganga. Parziale proscioglimento per Domenico Parisi, che aveva scelto il rito ordinario.  Il pm Giuseppe Verzera aveva chiesto condanne per tutti. Nei giorni scorsi erano giunti, invece, i proscioglimenti per Antonio Cardillo, di Venetico, e la messinese Cristiana Bellassai. Non luogo a procedere, per l’accusa di essere il promotore della rete di traffico, anche per Francesco Turiano, del rione Mangialupi di Messina. L’inchiesta, condotta tra il gennaio del 2011 ed il settembre del 2012 dai militari del Nucleo Investigativo sotto il coordinamento dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Messina, hanno consentito di accertare i collegamenti tra gli spacciatori della zona tirrenica messinese e la piazza del rione Mangialupi. L’attività, secondo gli inquirenti, sarebbe stata promossa e gestita dal messinese Francesco Turiano,  prosciolto comunque per tale accusa. Il commercio era indirizzato ad un pubblico di consumatori giovanissimi delle province di Messina e Catania, con droga proveniente dalla Lombardia. A far scattare le indagini le rivelazioni di una donna, legata da vicoli sentimentali ad uno dei personaggi inseriti nei sodalizi dediti al traffico di stupefacenti.  L’indagine si è quindi “intrecciata” con il grave fatto di sangue verificatosi la notte del 10 febbraio 2012 a Spadafora. Quella sera Lorenzo Di Blasi, Rosario Verdura, Francesco Turiano ed altri, avevano organizzato una spedizione punitiva nei confronti dei fratelli Giorgianni di Spadafora. La reazione di uno di questi, aveva messo in fuga gli aggressori, che abbandonavano sull’asfalto un membro del gruppo, Domenico Santapaola, cognato di Francesco Turiano, ucciso dai colpi esplosi da una delle vittime designate.

 

Morosito