La “dama di Tindari” ritrovata nei magazzini del Museo Salinas

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Una donna senza testa con il corpo avvolto in uno scialle. Si presenta così la “dama di Tindari”, una scultura di marmo bianco a cristalli fini risalente all’età imperiale. Le prime testimonianze di questo ritrovamento risalgono ai primi anni del 1800 quando il londinese Robert Fagan l’aveva scoperta insieme ad altri reperti a Tindari e poi nel 1815 venne spedita a Palermo insieme a statue raffiguranti sacerdoti, ministri, imperatori, nobili e divinità. Poi non se n’era saputo più nulla. Oggi la statua è stata ritrovata in un magazzino del museo Salinas di Palermo. Una scoperta avvenuta grazie allo sgombero di una delle celle del portico settentrionale del chiostro maggiore eseguito per il restauro architettonico dell’edificio. “La dama di Tindari” per diversi anni, prima di giungere a Palermo, era rimasta abbandonata sulla spiaggia di Oliveri dove, insieme ad altri ritrovamenti, doveva essere imbarcata per Siracusa. A scoprire la statua era stato Robert Fagan che aveva ottenuto l’autorizzazione a compiere gli scavi in Sicilia ed era stato anche nominato console generale. A concedergli l’autorizzazione era stato Re Ferdinando. Fagan però voleva portare tutti i ritrovamenti in Inghilterra dove li avrebbe rivenduti, ma fu decisamente osteggiato e le statue contese, dapprima destinate dal governo al museo di Siracusa, finirono poi al museo dell’Università di Palermo dove furono restaurate dal maestro Valerio Villareale ed esposte nella nuova sede dell’Olivella. Alcune, come la Dama di Tindari, invece, finirono dimenticate nei magazzini, fino alla “scoperta” dei giorni scorsi.