La Cogip torna a bussare al Comune

0
34

Dopo la sentenza del tribunale ordinario di Catania che ha respinto l’istanza cautelare proposta dalla società italiana Condotte d’Acqua, contro il trasferimento del ramo d’azienda, l’impresa Cogip, titolare del contratto d’appalto per l’ultimazione del Porto di Sant’Agata Militello torna a bussare alla porta dell’ufficio tecnico comunale e del dipartimento regionale, per sollecitare l’avvio dei lavori. La ditta ha scritto un’ennesima nota indirizzata al Rup Basilio Ridolfo  ed al dirigente del dipartimento tecnico dell’assessorato infrastrutture Fulvio Bellomo, che lo scorso 10 Settembre avevano svolto un tavolo tecnico a Palermo per tracciare la strada comune per giungere alla definizione della vicenda. Nel suo sollecito, la Cogip riprende le contestazioni che, prima dell’insediamento di Ridolfo, erano state mosse nei suoi confronti, circa presunte difformità tra le progettazione definitiva approvata e quella esecutiva poi presentata, con aggravio di costi . L’impresa ribadisce che le modifiche tecniche apportate sono tutte riconducibili a prescrizioni da ottemperare e non a scelte arbitrarie della ditta stessa. La Cogip invita dunque con forza nuovamente, gli organi competenti all’apertura urgente di un tavolo tecnico che, si legge nella nota, “aggiorni le figure istituzionali garanti della corretta esecuzione del contratto e definisca la tempistica necessaria per l’avvio dei lavori”. Alla Cogip risponderà a breve il Rup Basilio Ridolfo che, nel frattempo, come concordato nell’incontro alla Regione, sta procedendo celermente, supportato dallo staff che ha subito allestito e coordinato presso il comune di Sant’Agata, con la ricognizione dell’intera documentazione inerente il porto che, a quanto pare, avrebbe riscontrato parecchio frammentaria tra i faldoni del Comune. “Risponderò a strettissimo giro – ci ha dichiarato Ridolfo –. La Cogip può stare tranquilla perché stiamo procedendo, nell’assoluta garanzia di tutte le componenti interessate, alla verifica ed allo studio degli atti, in modo da giungere ad un quadro quanto più chiaro e completo della situazione. Posso assicurare che nell’arco di una decina di giorni saremo certamente nelle condizioni di poterci sedere attorno ad un tavolo con l’impresa e discutere dei passaggi fondamentali della vicenda legata al completamente del Porto”.