Capo d’Orlando, 89enne a processo per stalking su 36enne

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Mancheranno poche settimane al suo ottantanovesimo compleanno quando, l’11 febbraio del 2015, dovrà comparire davanti al giudice monocratico del tribunale di Patti per rispondere dell’accusa di atti persecutori.
Una storia singolare e per certi aspetti controversa quella che vede coinvolto l’anziano pensionato, residente a Palermo ma di fatto domiciliato a Capo d’Orlando.
Una vicenda che risale al novembre del 2013, quando l’uomo era alle soglie degli 88 anni, ma sfidando la sua età prese la propria auto, si recò più volte a Patti, e lì avrebbe preso di mira una 36enne di Capo d’Orlando che si trovava ricoverata in un centro riabilitativo.
Stando ai verbali della Polizia del commissariato di Patti, poi confluiti nel fascicolo dell’udienza preliminare che nei giorni scorsi si è conclusa con il rinvio a giudizio dell’anziano, l’imputato avrebbe molestato personalmente e telefonicamente la giovane donna (anche lei al centro di una delicata vicenda che aveva portato alla revoca della potestà genitoriale nei confronti del figlio) accusandola di prostituirsi mentre la stessa, invece, si trovava in una struttura sanitaria di Patti.
Secondo gli atti, l’anziano (che in passato avrebbe intrattenuto una relazione con la vittima) in una occasione dopo aver fotografato chiunque entrava nella struttura in cui si trovava la donna, avrebbe addirittura fatto irruzione nella comunità alloggio ingiuriando il personale sanitario e accusandolo di consentire che la 36enne si prostituisse.
Atteggiamenti persecutori che avrebbero poi addirittura compromesso il percorso riabilitativo della donna.
Adesso la vicenda approda in Tribunale col processo disposto per l’arzillo pensionato che dovrà comparire alla prima udienza dell’undici febbraio assistito dal proprio legale di fiducia, Giacomo Portale.
L’avvocato, comunque, ha già preannunciato ricorso per Cassazione dopo il rinvio a giudizio, contestando il mancato accoglimento dell’eccezione di improcedibilità per difetto di querela, in assenza di presupposti per la procedibilità d’ufficio.