Ancora fumo nero dal serbatoio della raffineria

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Una grande colonna di fumo nero e denso, come vedete dalla foto, si è levata stamattina dal serbatoio della Raffineria di Milazzo interessato dal drammatico incendio della notte del 27 settembre scorso. Numerose le telefonate di cittadini preoccupati giunte alla nostra redazione. Intanto, pubblichiamo la lettera inviataci da Giuseppe Isgrò, ex docente di Teoria e Tecnica di Trasporti Marittimi sulla sostanza bruciata nel rogo. Ecco il testo della lettera:
“L’incendio è scoppiato all’interno della Raffineria di Milazzo per l’esplosione di un serbatoio contenente “VIRGIN NAPHTHA”un idrocarburo  che è un derivato del petrolio ed è  prevalentemente utilizzato come combustibile o per altri usi industriali. Mi corre l’obbligo da ex professore di Teoria e Tecnica di Trasporti Marittimi negli Istituti Nautici e che ha insegnato tecniche di caricazione, discarica e familiarizzazione e  trattamento di prodotti  tra cui la Virgin Nafta, di fare sapere ai cittadini che questa sostanza rientra negli idrocarburi pericolosi. Il ciclo di lavorazione del suddetto prodotto è costituito dal kraching della Virgin Nafta e del Gasolio. La sostanza petrolifera in caso di combustione e i vapori tossico-nocivi sviluppati, aumentano proporzionalmente alla quantità di materiale combusto e nel caso in oggetto, sono milioni di litri. Quali sono i pericoli in caso di sversamento del liquido o di combustione di Virgin Nafta?  A Milazzo,  trattasi di un caso di esplosione e incendio che  sta producendo fumo nero e calore ad alte temperature che, per effetto dell’irraggiamento, sta interessando ampie aree a ridosso della raffineria   ma anche zone a media e lunga distanza dall’esplosione. I danni latenti gravi e devastanti a persone,ai terreni agricoli e alle innumerevoli coltivazioni di prodotti orto-frutticoli, che interessano anche le acque marine e la fauna ittica, al momento non sono quantificabili. Gli effetti del disastro si vedranno  nel medio e lungo termine,quando i fumi e i vapori  propagati nell’atmosfera, sia per effetto del calore che dell’azione dei venti dominanti nella zona, avranno arrecato danni  ambientali e fisici, agli abitanti delle zone intorno alle aree contaminate, I fumi e le polveri prodotti dalla Virgin Nafta combusta, potranno causare le seguenti  patologie:

 

1)    Irritazione della pelle

2)    Sonnolenza e vertigini.

3)   Aspirando grosse quantità di vapori e polveri può insorgere la “Polmonite Chimica”

4)   Effetti Neoplastici (Cancro e Leucemie)

5)   Può risentine la fertilità o il feto

6)    Essendo tossico,può avere effetti dannosi e di lunga durata, per gli  organismi acquatici  distruggendo anche l’habitat naturale della flora e della fauna della fascia costiera antistante la raffineria e delle aree adiacenti.

7)   Alterazioni genetiche

 

Queste nota non vorrei  si considerasse una “notizia criminis” ma la mia intensione vuole essere quella di informare, con qualche dato tecnico-scientifico di facile comprensione l’opinione pubblica e gli organi dello Stato deputati al controllo e all’accertamento della cause del disastro, allertando e rendendo edotti i cittadini e gli operatori commerciali che hanno subito e subiranno per molto tempo danni rilevanti. “La terra dei fuochi”nel napoletano,ci ha fatto capire che la barbarie di uomini senza scrupoli ha distrutto, forse per sempre, aree bellissime e al tempo incontaminate Non vorremmo che il bellissimo golfo di Milazzo, che nel  260 A.C.  vide vittorioso il Console Romano “Caio Duilio,” in una grande battaglia navale contro i Cartaginesi,nella Prima Guerra Punica,diventasse. lo scenario di un disastro ambientale permanente.  Oggi tutti noi dobbiamo dire basta! e non permettere più alle multinazionali dal cuore di pietra, di continuare a considerare Milazzo e le aree vicine, terra di occupazione dove tutto è permesso.  Faccio un appello alle organizzazioni sindacali,agli amministratori dei comuni interessati dal disastro ambientale e ai parlamentari nazionali e regionali, affinché mettano fine,con interventi politico-amministrativi, nelle sedi opportune, allo scempio del territorio  o  I politici degli anni 50/60 commisero gravi errori,permettendo all’Enel e alla Raffineria Mediterranea di espropriare impunemente migliaia di ettari di terreno dove si producevano,ortaggi,agrumi e vigneti di pregio per costruire strutture fortemente inquinanti in cambio di 500 posti di lavoro, indotto compreso, oggi ridotti a qualche centinaio. Questi errori  non dovranno essere più commessi! La Raffineria e la Centrale Elettrica, dovrebbero essere rottamate e delocalizzate in aree lontane dai centri abitati. Le  aree  dovrebbero essere bonificate e riconvertite in aree turistiche, iniziando una nuova stagione di investimenti nel settore Turistico-Alberghiero, Eno-Gastronomico e  valorizzando i beni culturali. Il personale dovrebbe essere “ristorato”con congrui indennizzi, sia di natura economica che previdenziale, per quanti fossero in età pensionabili mentre i più giovani dovrebbero essere riconvertiti con un’adeguata formazione ed essere reinseriti nelle strutture turistiche. Chi scrive ha girato il mondo e invito chi leggerà questa mia nota, a chiudere gli occhi  per un momento,  cancellando virtualmente la Raffineria Mediterranea e la Centrale Elettrica e immaginando al loro posto,Alberghi.Lidi Balneari, Resort e Centri Benessere. Non sarebbe uno spettacolo magnifico?La Baia di Milazzo e il suo entroterra, per la  posizione geografica , non avrebbero nulla da invidiare alla Baia e al “Fronte Mare” di Rio de Janeiro. Concludo la mia nota, tra il sogno e l’utopia con le mie futuribili prospettive e speranze che non hanno di certo inquinato il cuore dei miei conterranei;ho solo voluto manifestare tutto l’amore che nutro per la mia terra..”

Pippo Isgrò