Incendio Raffineria, associazioni ambientaliste all’attacco

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Dopo il rogo nel serbatoio 513, sono le polemiche a divampare. Anni di battaglie e contrapposizioni sulla raffineria nel cuore di Milazzo e di un’area ad altissimo rischio come quella del Mela non potevano che portare a riaprire un aspro dibattito.
Federpetroli (associazione dei gruppi petroliferi italiani) afferma che nonostante la nube “non vi sono conseguenze dannose per l’ambiente e l’aria circostante”.
“La raffineria di Milazzo – scrive l’associazione dei petrolieri – risulta una delle più all’avanguardia a livello europeo con impianti di raffinazione di alta efficienza tecnologica”.
Naturalmente sono di tutt’altro avviso le associazioni ambientaliste. L’associazione per la difesa e la salute dei cittadini di Milazzo  parla di diritto violato a vivere in un ambiente pulito. “Siamo stufi del silenzio assordante di alcune istituzioni  –  dice Peppe Maimone, Presidente Adasc  –  più volte interpellate per mettere in campo tutte quelle azioni a tutela della privata e pubblica incolumità”
Falliti del WWF parla di incidente prevedibile ed inevitabile a causa della mancanza di un piano di sicurezza “ La colpa- sostiene l’esponente ambientalista è, oltre che dei vertici della RAM, di Sindaci e Prefetto asserviti all’ingerenza dell’industria. Questa è la vera notte bianca “sponsorizzata” dalla Raffineria»
“Come Federazione dei Verdi di Milazzo Messina – rincara la dose Marano, dei Verdi – chiediamo che la procura di Barcellona disponga immediatamente le indagini necessarie ad accertare le cause di tale evento catastrofico e che disponga tutte le misure cautelari come per esempio il sequestro degli impianti interessati”. Marano preannuncia inoltre la presentazione di una denunzia querela collettiva alla stessa magistratura di Barcellona.