Andrea ed alcune amicizie pericolose

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Sarà affidato quest’oggi l’incarico (e quindi rischia di slittare di qualche giorno) per l’autopsia di Andrea Galati Rando, il giovane di Rocca trovato morto giovedì scorso, intorno alle 21, nei pressi di un passaggio a livello di contrada Fosso Pioppo a Battipaglia. Quello che all’inizio era stato inquadrato come incidente o un suicidio, sta adesso assumendo i contorni di un vero e proprio giallo, soprattutto alla luce dell’esposto che il padre del ragazzo scomparso, Vincenzo Galati Rando, ha depositato nel tardo pomeriggio di lunedì al commissariato di Polizia di Capo d’Orlando. Tre pagine, indirizzate alla procura di Salerno, ed in particolare al sostituto Maria Carmela Polito (titolare del fascicolo) in cui emerge un contesto ben diverso 
da quello apparso nelle ore immediatamente successive la morte di Andrea.
Così, in attesa che la Procura nomini il medico che dovrà eseguire l’autopsia al Papardo di Messina, dove si trova la salma (domenica si era addirittura già svolto il funerale a Rocca) i familiari, assistiti dall’avvocato Decimo Lo Presti hanno nominato il loro consulente di fiducia che assisterà all’esame autoptico. Si tratta del professor Fabrizio Perri che avrà il compito di stilare la relazione per i familiari che a questo punto vogliono che venga fugata ogni ombra su quella tragica sera di giovedì 18 settembre.
E di ombre, nell’esposto del padre di Andrea ce ne sono sin troppe. A partire dal motivo che spinse il giovane a recarsi a Battipaglia da Salerno, dove si trovava da qualche giorno presso l’abitazione della madre naturale e dove risiede anche la sorella.
Proprio la ragazza avrebbe raccontato al padre di Andrea che a giugno il giovane avrebbe frequentato persone “dedite allo spaccio di stupefacenti, parecchio pericolose”.
Inoltre la ragazza ha raccontato che il giorno della sua partenza da Salerno, Andrea “imbracciava un borsone e che lei sentiva un odore strano”.
“La ragazza-scrive Vincenzo Galati Rando nel suo esposto- mi confermava di essersi accorta solamente dopo i fatti che Andrea aveva sradicato la pianta di marijuana che aveva piantumato a giugno, forse per farne uso personale. E’ 
quindi presumibile che l’avesse all’interno della borsa al momento della partenza”.
Se l’erba fosse per uso personale o lo abbia portato ad entrare in rotta con qualcuno è tutto da stabilire ma certamente fa il paio con numerose altre circostanze dubbie.
Due dipendenti delle ferrovie hanno poi mostrato al padre di Andrea come fosse impossibile fare il percorso che avrebbe fatto il giovane per suicidarsi perché sarebbe stato notato dai treni in transito. Così, per fugare ogni dubbio, i familiari chiedono che siano visionate alcune telecamere a circuito chiuso che si trovano neill’area a ridosso di Fosso Pioppo, che si riesca risalire alla Ford Focus che alcuni testimoni hanno affermato di aver visto nei pressi del passaggio a livello poco dopo la scoperta del cadavere (e poi misteriosamente prelevata da un carro attrezzi) e soprattutto si compia un serio riscontro 
sulle telefonate in entrata ed in uscita dai due telefonini che aveva Andrea. 
Elementi che giustificano l’apertura di una nuova inchiesta.

Morosito