Fulvio Abbate ha chiuso la rassegna del “politicamente scorretto”

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Morosito

Uno sguardo divertito ma al contempo malinconico su una famiglia palermitana del 1961, quando al piccolo Fulvio viene presentato con l’appellativo “zio” un imbianchino che è a tutti gli effetti il genocida Hitler, che tutti credono morto nel suo bunker nel 1945.  E’ questo il romanzo di Fulvio Abbate “Intanto anche dicembre è passato” che ha chiuso il ciclo “Politically incorrect – la cultura del dubbio” inserito nella rassegna “Ingressi di paesaggi” promossa dalla Fondazione Famiglia Piccolo di Calanovella”. Presentato da Alberto Samonà, Abbate ha avuto modo di  confrontarsi con i lettori sul suo ultimo lavoro ma anche sui principali temi di attualità.